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Pisa

La spiegazione

Incendio sul Faeta, ora che succede? Ancora non c’è il passaggio decisivo per far rinascere il monte divorato dalle fiamme

di Giuseppe Boi

	I danni dell'incendio sul monte Faeta
I danni dell'incendio sul monte Faeta

Il ministro Musumeci tira in ballo la Regione e un documento che deve ancora arrivare sulla scrivania del governo

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PISA. «Dipende dalla Regione». Nello Musumeci rimanda la palla nel campo di Eugenio Giani sull’iter dello dichiarazione di stato di calamità nazionale per l’incendio del Monte Faeta. Il ministro per la protezione civile era a Pisa venerdì 8 maggio per la terza edizione della rassegna letteraria “Pagine d’aMare”. A margine dell’evento, nella Sala delle Baleari di Palazzo Gambacorti, il tema chiave era però quello collegato al rogo che, a cavallo del 1° maggio, ha distrutto quasi 800 ettari di bosco tra San Giuliano Terme e la provincia di Lucca. Un disastro per il quale la Regione ha già proclamato lo stato di emergenza regionale ma che, a detta del ministro, non è ancora sul tavolo del governo.

La procedura spiegata dal ministro

«La richiesta di stato di calamità regionale non mi è arrivata», ha ribadito Musumeci ai cronisti ribadendo che «è un passaggio fondamentale per dichiarare lo stato di emergenza nazionale». «Per richiederlo la Regione dovrebbe allegare alla sua dichiarazione una relazione – prosegue il ministro spiegando l’iter –. Questo consente ai tecnici del Dipartimento nazionale di protezione civile di valutare se ci sono le condizioni per lo stato di emergenza nazionale».

Le risorse già stanziate dal governo

Tutto «dipende ora dalla Regione», ha ribadito quindi Musumeci sottolineando come «per le prime misure urgenti il governo abbia implementato di più di 40 milioni di euro l’apposito fondo presso il Dipartimento nazionale di protezione civile». «L’emergenza regionale – ha assicurato il ministro – consente infatti alla Regione di attingere al fondo che, per la prima volta da quando è stato istituito, presenta una somma significativa».

La mozione in Consiglio Regionale

Alla luce delle parole del ministro diventa quindi ancora più importante la mozione congiunta di maggioranza depositata in Consiglio Regionale che vede come primi firmatari i consiglieri Antonio Mazzeo e Matteo Trapani (PD) e Massimiliano Ghimenti (AVS) per rispondere alla catastrofe che ha colpito il Monte Faeta. L'atto, che sarà all’ordine del giorno dell’aula la prossima settimana, firmato anche dai consiglieri Mario Puppa (PD), Federico Eligi e Vittorio Salotti (Casa Riformista), Irene Galletti (M5S) nasce dal costante raccordo con i sindaci di San Giuliano Terme, Lucca e Capannori e, oltre a richiedere l'immediato riconoscimento dello stato di emergenza nazionale, traccia la rotta per un cambio di paradigma nella gestione dei versanti: passare dall'assistenza emergenziale al rilancio delle filiere agricole e forestali locali.

Prevenzione e responsabilità dei territori

«Al di là dei danni di questo incendio, che si unisce a quelli del passato e temo, purtroppo, a quelli del futuro, serve la cultura della prevenzione – ha aggiunto il ministro Musumeci –. Se non si fanno i viali tagliafuoco, se non c'è la necessaria pulizia, se non c’è educazione nelle aree boschive, se gli agricoltori continuano a dare fuoco alle potature e alla vegetazione essiccata, noi continueremo ogni anno a perdere centinaia di ettari di terreno, di vegetazione. Quindi prevenzione, educazione alla prevenzione e poi naturalmente ogni sindaco deve fare la propria parte».

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