Aoup, oltre 150 assunzioni nel 2026 ma negli ultimi tre anni il personale è in calo
Gli ingressi previsti sono tutti a tempo indeterminato: destinate a crescere soprattutto le figure sanitarie. Sopperiranno alle 135 uscite, ma negli ultimi tre anni il personale è diminuito
PISA. Sono 157 le assunzioni a tempo indeterminato che l’Aoup ha programmato nel corso del 2026, tra personale medico, sanitario e non sanitario. Il tutto a fronte di circa 135 cessazioni. Cifre che sono sottoposte ad “aggiustamenti” in corso d’opera, ma che segnalano una sostanziale stabilizzazione della forza lavoro di quella che è di fatto una delle più grandi “aziende” della città-
La situazione
Secondo quanto contenuto nell’ultima versione del Piano triennale del fabbisogno di personale, nel 2025 i dipendenti dell’Aoup sono stati 4.782: di questi 4.775 a tempo indeterminato e i restanti sette a tempo indeterminato. Rispetto a tre anni prima (2022) i numeri sono in calo: allora erano infatti 4.859, cioè 77 in più. La magior parte di questo (lieve) decremento riguarda i tempi determinati, scesi da 75 a 7; i tempi determinati, invece, sono rimasti quasi uguali, con una limatura al ribasso di nove unità. Tra l’altro – specifica l’Aoup, la maggior parte dei tempi determinati è stata stabilizzata e quindi ha avuto un semplice passaggio di status.
Dal punto di vista dei profili professionali, «la riduzione si è concentrata nei profili dedicati all’attività assistenziale: operatori socio sanitari, tecnici sanitari e dirigenza medica». Qualche cifra: in questi tre anni i medici sono passati da 893 a 879, mentre gli Oss sono calati da 632 a 593. La componente più significativa dal punto di vista numerico, quella degli infermieri, è invece rimasta praticamente identica, passando da 2.099 a 2.090. Bisogna anche considerare che questo effetto di riduzione può essere accentuato anche dal fatto che i tempi per reclutare nuovo personale non sono sempre certi, né a discrezione dell’Aoup e sono influenzati da aspetti come i tempi dei concorsi e dello scorrimento delle graduatorie o da quelli degli accordi tra aziende in caso di mobilità. Tutte questioni che possono far scivolare in avanti anche di un anno o due le assunzioni previste.
La riduzione del personale si registra anche sul fronte di quello universitario e che nel tempo si è progressivamente ridotto dell’11%, passando dai 237 del 2022 ai 2010 del 2025.
Cessazioni e assunzioni
Nel corso del 2026 il piano stima che le cessazioni saranno 135: 40 tra i dirigenti, 50 nel comparto sanitario e 55 in quello non sanitario. La parola chiave è, appunto, “stima”. Perché prevedere quante persone vanno in pensione è facile – dato che dipende dalla data di nascita – mentre è assai più complicato capire quanti di questi potranno chiedere di rimanere in servizio, facoltà accordata al personale sanitario. In più, da tempo i pensionamenti non sono più la grande maggioranza delle cause di cessazioni: soprattutto tra i dirigenti medici, infatti, è molto presente il recesso, che nel 2024 ha interessato il 58% dei casi e nel 2025 il 40%.
In ogni caso le assunzioni previste sono 48 tra i dirigenti, 69 nel comparto sanitario e 40 in quello non sanitario (dunque, l’unico settore che avrà un saldo in negativo).
L’obiettivo dell’Aoup è continuare sulla linea realizzata in questi anni, così come da indicazioni regionali: concorrere agli obiettivi di equilibrio di bilancio e di adeguamento del volume delle risorse umane alla media regionale.
I canali utilizzati per le assunzioni saranno quelli consueti: utilizzo di graduatorie vigenti, richieste a Estar di concorsi per reclutare personale per le strutture di alta specialità, procedure di mobilità.
Le forme atipiche
Come accennato, la strategia è di ridurre progressivamente il ricorso a personale non a tempo indeterminato. Tuttavia questo non potrà essere mai azzerato. Da una parte, infatti, ci sarà la necessità di garantire la continuità nell’assistenza nel periodo che intercorre tra le cessazioni e le assunzioni, visto che queste ultime non sono immediate. Ma, soprattutto, il ricorso ai contratti di somministrazione – i più flessibili – «continuerà a essere riservato anche alle situazioni di criticità legate agli andamenti stagionali prevedibili, ma alle quali non si riesce a far fronte con lo strumento ordinario degli incarichi a tempo determinato, salvaguardando l’esigenza di potenziare l’organico durante i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre per assicurare a tutti i dipendenti i diritti contrattuali legati al godimento dell ferie». Infine, il ricorso ai contratti libero professionali sarà riservato a progetti specifici, in particolare legati a bandi di ricerca.l
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