Iran, Camp Darby sorvegliata speciale: aumentate le misure di sicurezza – Da “Bravo” a “Delta”: i significati dei livelli di allerta
Guerra in Medio Oriente: scatta l’allarme nella base militare statunitense tra Pisa e Livorno. Il punto della situazione
PISA. Il livello di allerta è rimasto invariato, ma gli allarmi – ora dopo ora – aumentano e con essi cresce anche l’apparato di sorveglianza a “protezione” della base, dove si intensificano anche i movimenti e i rifornimenti per un eventuale coinvolgimento diretto del personale e delle strutture nel conflitto.
I venti di guerra
I venti di guerra soffiano anche su Camp Darby. O meglio, lambiscono – almeno per il momento – la base militare statunitense che sorge tra Pisa e Livorno, diventata “sorvegliata speciale” poche ore dopo l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran. La risposta di Teheran e l’allargamento del conflitto al Libano ha portato ad un progressivo aumento della sorveglianza attorno alla base, come disposto anche dal Viminale che ha “ordinato” il rafforzamento delle misure di sicurezza su tutto il territorio nazionale verso possibili obiettivi sensibili, tra i quali le basi e le strutture militari statunitensi.
«Per ragioni di sicurezza operativa non forniamo dettagli sulle misure specifiche di protezione delle forze. Il Comando della guarnigione degli Stati Uniti in Italia rimane vigile e adotta tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza del personale militare statunitense, dei civili, dei contractor e delle loro famiglie nelle comunità di Camp Darby e di Vicenza (dove si trovano la caserma Del Din e la caserma Ederle, di cui Camp Darby è satellite, ndr). In stretto coordinamento con le autorità italiane, la valutazione delle condizioni di sicurezza è continua e tiene conto di molteplici fattori che determinano l’adeguamento delle misure a tutela di installazioni e personale», sottolinea Rick Scavetta, direttore dell’ufficio stampa Us Army Garrison Italy.
Il livello “Bravo”
Per il momento il livello di allerta rimane a livello “Bravo”, il primo dei quattro (con “Bravo plus”, “Charlie” e “Delta”) che indica i possibili pericoli e il livello di misure di sicurezza da adottare. Le sirene d’allarme sono risuonate l’ultima volta nel 2024 quando per un «possibile e imminente attacco terroristico» nel Vecchio Continente, il livello di allerta a Camp Darby fu alzato a “Charlie” con una stretta sugli ingressi e la limitazione degli accessi ai fornitori e al personale non dipendente, oltre al potenziamento della sorveglianza. Un livello di attenzione aumentato anche negli ultimi giorni con un’intensificazione dei pattugliamenti e dei controlli esterni e un rafforzamento delle attività della polizia militare statunitense all’interno della base. Nei prossimi giorni, l’allerta potrebbe salire di uno o più livelli.
Parallelamente sarebbero aumentate anche le attività all’interno dell’enclave a stelle e strisce, considerata dall’esercito statunitense «la principale piattaforma per la prontezza strategica e la proiezione di potenza a sud delle Alpi», rappresentando nel nuovo scenario bellico la più importante base logistica Usa per l’eventuale rifornimento e riposizionamento di materiale bellico e di supporto alle unità militari statunitensi dispiegate intorno all’Iran.
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