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Pisa, agente aggredito da un detenuto in carcere: mani al collo e pugni

Pisa, agente aggredito da un detenuto in carcere: mani al collo e pugni

La denuncia della Uil Polizia Penitenziaria: «Solidarietà al collega: vicenda che evidenzia le condizioni critiche in cui il personale è costretto a operare quotidianamente»

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PISA. Un altro episodio di violenza all’interno del carcere Don Bosco di Pisa, dove nella serata di mercoledì 11 febbraio un agente è stato aggredito da un detenuto di origine nordafricana durante lo svolgimento del proprio servizio. È successo al rientro dall’infermeria verso le 21,30, dopo che il detenuto era stato visitato per uno svenimento o presunto tale. L’agente penitenziario aveva notato che l’uomo possedeva un oggetto contundente tra le mani e aveva l’intenzione di passarlo a un altro detenuto alloggiata in un’altra camera detentiva. Mosso dal senso del dovere, l’agente è intervenuto per evitare tale passaggio. È bastato “solo” questo gesto per provocare lo scatto di rabbia nei suoi confronti. Il collega è stato dapprima strangolato e successivamente percosso nella zona toracica da un pugno, riportando lesioni che hanno reso necessario l’invio al pronto soccorso con conseguenti 15 giorni di prognosi per frazione di costole ed ecchimosi nella zona della gola.

A raccontare e denunciare l'episodio è il sindacato Uil Polizia Penitenziaria di Pisa. «Al collega va la piena solidarietà e vicinanza, gli auguriamo una pronta guarigione – premette il sindacato – Ancora una volta ci troviamo di fronte a un episodio che evidenzia le condizioni critiche in cui il personale è costretto a operare quotidianamente: organici insufficienti, sovraffollamento, carenza di strumenti adeguati e crescenti tensioni all’interno degli istituti. Il personale di Polizia penitenziaria continua a garantire sicurezza e legalità con grande senso del dovere, ma non può essere lasciato solo».


Come già sottolineato la scorsa settimana dopo il caso del detenuto evaso dalla Spdc del Santa Chiara (poi ritrovato la sera stessa in zona stazione), la Uil chiede interventi urgenti e concreti. A partire dal rafforzamento degli organici, misure efficaci per contrastare il sovraffollamento, maggiori tutele per il personale vittima di aggressioni, l’adozione di strumenti idonei a prevenire e gestire situazioni ad alto rischio e il trasferimento in tempi celeri di coloro che mettono in atto tali gesti. «È inaccettabile che le aggressioni diventino un fatto ordinario nelle carceri italiane – chiosa la Uil Polizia Penitenziaria di Pisa – Servono risposte immediate da parte dell’amministrazione e del governo per garantire sicurezza agli operatori e dignità lavorativa a chi ogni giorno indossa l’uniforme dello Stato. Noi continueremo a vigilare e a denunciare ogni episodio, affinché non cali il silenzio su una situazione ormai insostenibile».

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