Tragedia
Niccolò Patruno, pizzaiolo di 31 anni morto in Thailandia a pochi giorni dal suo compleanno. La raccolta fondi: «Siamo già a oltre 15mila euro»
A Castagneto e San Vincenzo la raccolta fondi per i genitori: le due comunità si uniscono nel dolore per la perdita dell’amico. Il denaro alla famiglia per il rientro della salma
SAN VINCENZO. «Ci sono notizie che non vorremmo mai ricevere. Notizie che arrivano all’improvviso e lasciano un vuoto difficile da spiegare». Lo scrivono gli amici di Niccolò Patruno, 32 anni da compiere questo venerdì 30 ottobre, trovato senza vita domenica nella sua stanza d’albergo in Thailandia. Amici che hanno avviato una raccolta firme per sostenere le spese del rimpatrio della salma che, a poche ore dal lancio, ieri aveva superato i 15mila euro.
La pizzeria
La famiglia di Patruno è molto nota a Castagneto Carducci, dove risiede nella frazione di Donoratico, così come a San Vincenzo, dove da quasi quarant’anni gestisce la pizzeria “Da Martino” dove Niccolò lavorava. E lui stesso per ragazzi ed “ex ragazzi” di entrambi i paesi era un «compagnone», come lo riassume chi ancora oggi gli vuole bene: il suo soprannome, Mbare, suona come un termine del dialetto siciliano, particolarmente diffuso nella zona di Catania e della Sicilia orientale, che significa letteralmente “compare”, il vecchio compagno di bevute o di comitiva.
La raccolta
«Oggi vogliamo unirci per fare qualcosa di concreto», scrivevano ancora gli amici nel pomeriggio di lunedì dopo aver parlato con Yasmine Patruno, sorella maggiore di Niccolò per le condoglianze a lei, al padre Martino e alla madre Morgana, e per capire come contribuire al rientro della salma in Toscana. In breve ciascuno dei partecipanti, più di trecentosettanta da entrambi i paesi e anche da “oltre confine”, ha inteso partecipare secondo desiderio e possibilità economiche.
La soglia iniziale fissata a 6.000 euro è stata ben presto superata – doppiata e oltre – con i promotori che assicurano: «Ancora non è possibile sapere il costo complessivo del rimpatrio e poi del funerale, ma tutti noi abbiamo voluto dare una mano alla famiglia e a loro daremo ogni centesimo che dovesse avanzare».
Il nodo da sciogliere, si apprende, è burocratico: accordi, carte, logistica e tutto quello che può comportare la barriera linguistica tra due Paesi così distanti.
Il viaggio
Niccolò sognava da tempo quel viaggio nel Sud Est asiatico, era partito con un amico e aveva in programma di incontrarne un altro nel Paese di destinazione. La sua idea, così per come l’aveva condivisa con chi gli stava accanto, era di fare un’esperienza di vita di quelle che si possono fare soltanto a quell’età: partire, intanto, e rimanere alcune settimane, forse mesi. Aveva anche invitato altri a unirsi a lui.
Due comunità in lutto
«Una tragedia che lascia l’intera comunità attonita e senza parole», scrivono dal Comune di San Vincenzo, assicurando che «il sindaco Paolo Riccucci in queste ore (27 ottobre, ndr) ha contattato la famiglia, che sta raggiungendo la Thailandia, e ha confermato loro la piena disponibilità dell’amministrazione per qualsiasi necessità o supporto in questa delicata e dolorosa fase». I Riccucci hanno anche loro un negozio in centro, e il primo cittadino e Niccolò si conoscevano bene.
Il lutto coinvolge anche la comunità di Castagneto Carducci, a nome della quale la prima cittadina Sandra Scarpellini ha inteso quindi condividere sui social un pensiero: «Ogni volta che muore una persona giovane nella nostra comunità, è come se un velo di gelo si posasse su di noi. Lo viviamo da domenica, appena avuto la notizia della scomparsa di Niccolò. Una tragedia immensa che si è consumata talmente lontano, da renderla quasi incredibile e però ancora più dura da affrontare. Quanto Niccolò fosse buono e amato, è testimoniato dalla catena di aiuto spontanea e commovente che i suoi amici hanno lanciato a sostegno della famiglia Patruno che in questo momento è in Thailandia per riportarsi a casa Nicco».
Allegro, ironico, sempre con la battuta pronta, solare e pieno di amici. Niccolò era così, così come sanno essere soltanto quelle persone che “vivono” in locali che rappresentano un punto di ritrovo e svago per generazioni di residenti. «La pizzeria “Da Martino” fa parte dei ricordi di ognuno di noi. Negli anni è cambiata, si è evoluta ma il cuore è sempre rimasto lo stesso», ricorda la promotrice della raccolta fondi.
Due comunità si stringono in queste ore nel cordoglio e nel dolore, aspettando di poter sapere quando potranno riabbracciare l’amico Niccolò Patruno. Momenti difficili che la famiglia del 31enne può affrontare grazie a un sostegno che arriva da vicino e da lontano allo stesso tempo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
