Cadavere trovato in mare, il mistero in Toscana e l’ingegnere bielorusso sparito nel nulla: chi è “Vladimir” Aldokhin
La segnalazione partita da una struttura ricettiva della costa e gli accertamenti svolti da polizia e carabinieri avrebbero ristretto il campo delle verifiche. Decisivo potrebbe essere il confronto genetico con un familiare, mentre gli investigatori attendono gli ultimi riscontri per sciogliere il caso
SAN VINCENZO. La pista per dare un’identità al corpo recuperato sabato 19 settembre nelle acque di Rimigliano potrebbe essere quella giusta, così come presto potrebbero arrivare i riscontri attesi dagli investigatori. Ci sono infatti due importanti novità che sembrerebbero convergere su un nome.
L’allarme e il recupero della salma
I primi a dare l’allarme sono alcuni diportisti a bordo di una barca di passaggio. Sono all’incirca le 16,30 quando i bagnanti che si trovano sulla spiaggia vedono da lontano l’elicottero dei pompieri di Livorno, del reparto volo di Cecina, scendere fino a circa mezzo miglio dalla costa tra Piombino e San Vincenzo. Il mezzo di soccorso riparte verso la terraferma e pochi minuti dopo atterra nel piazzale delle Caldanelle, dove nel frattempo sono arrivati gli agenti del commissariato guidato da Daniele Iaderosa, l’automedica di stanza all’ospedale di Villamarina e un mezzo di terra dei vigili del fuoco del distaccamento di Piombino.
Le difficoltà nell’identificazione
La polizia di Stato informa l’Autorità giudiziaria che dispone l’ispezione cadaverica ma le condizioni della salma, che con ogni probabilità ha galleggiato per giorni, rendono impossibile qualsiasi riconoscimento: si accerta che il soggetto è di sesso maschile e si evince una probabile etnia, si esclude la presenza di evidenti segni di una causa di morte violenta ma niente che permetta di risalire a un’identità; anche perché l’uomo indossava solo il costume da bagno e non aveva con sé né documenti né telefono cellulare. Il corpo viene temporaneamente ospitato al cimitero. Passano altri giorni in cui gli agenti battono il territorio alla ricerca di indizi. Le attività del commissariato si rivelano forse più complesse del previsto anche perché non arriva alcuna denuncia di scomparsa.
La segnalazione da Bibbona
La telefonata giunge dai colleghi dell’Arma. A segnalare che in effetti una persona manca all’appello è un albergo di Bibbona, zona mare: il personale non riesce a rintracciare un ospite che giorni fa è uscito e non ha più fatto ritorno, non risponde al telefono della sua camera e sembra che nell’alloggio che aveva prenotato non ci sia nessuno. Per i carabinieri ci sono sufficienti corrispondenze tra il caso dell’ospite irrintracciabile e quello del cadavere trovato in mare: le due indagini potrebbero convergere e rivelarsi una sola.
Il nome emerso nelle indagini
Perché un nome, emerso nei giorni scorsi, c’è; e oggi trova conferma. L’hotel ha fatto quello di Uladzimir “Vladimir” Aldokhin, cittadino bielorusso di 33 anni residente da alcuni anni a Vilnius, in Lituania, dove lavorava come ingegnere elettrico per la società high-tech I-Photonics Uab (il che ha fatto emergere ipotesi suggestive circa il decesso; ma, appunto, soltanto ipotesi). Un uomo la cui scomparsa è stata denunciata, nel Paese di provenienza e sui social e infine trattata soltanto pochi giorni fa dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”, dalla madre Tatiana, alla quale il figlio aveva comunicato di essere venuto in vacanza in Italia, in provincia di Livorno, e poi non aveva più dato notizie. Le coordinate di spazio e tempo coincidono.
La pista del Dna
È in questo contesto che nei giorni scorsi la polizia, tramite ambasciata, si è messa in contatto con la donna. E proprio lei potrebbe fornire agli investigatori la prova: il Dna di Aldokhin, da confrontare con quello ricavato dal corpo recuperato sabato 19 settembre nelle acque di Rimigliano. Il che potrebbe rendere non indispensabile l’autopsia, che difatti non è stata ancora disposta.
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