Il Tirreno

Il personaggio

Francesco Cioli, il gastronomo di Piombino che all’alba si trasforma in Steampunk maker di talento

di Sara Chiarei

	Francesco Cioli
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Francesco Cioli

La passione nata a Lucca Comics è diventata una seconda attività creativa. Il piombinese realizza a mano protesi, cappelli, corsetti e accessori

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PIOMBINO. Niente accade mai veramente per caso. Così anche il talento di Francesco Cioli relativo al mondo Steampunk (filone della narrativa fantastica perlopiù ambientato nella Londra vittoriana) che sembrerebbe essere nato all’improvviso, in realtà affonda le radici in un’altra passione che lui coltiva da tempo, quella per il modellismo.

Il quarantanovenne piombinese lavora come gastronomo presso una nota azienda della grande distribuzione e ormai da un paio di anni dedica il suo tempo libero alla realizzazione di oggetti e accessori steampunk. Prima una semplice attrazione scoperta a Lucca Comics, poi la voglia di mettersi alla prova, quindi la scoperta di essere talmente bravo da diventare ufficialmente “Steampunk maker” ovvero realizzatore accreditato Steampunk Italia.

«Per me Lucca Comics è sempre stata un punto di riferimento e di grande ispirazione – dice Cioli – così quando nel 2023 vidi ragazzi vestiti con questi costumi particolari decisi di provare a realizzare qualcosa di simile; infatti, creai un braccio meccanico con il gommapiuma. L’anno successivo ci sono tornato e dopo averli osservati meglio mi sono convinto che dovevo assolutamente imparare a lavorare il cuoio. Così- prosegue- mi sono rivolto ad un artigiano locale che in prima battuta mi ha insegnato a creare borse e borselli finché un giorno sono riuscito a riportare le nozioni acquisite allo steampunk».

Le creazioni di Cioli, vere e proprie opere d’arte, sono destinate principalmente a sé stesso e alla sua famiglia (è riuscito a coinvolgere tutti, dal padre alla sorella passando da sua moglie). “Mia moglie è una pittrice- spiega- perciò ognuno si è ritagliato il proprio spazio in casa, nel mio ho realizzato un piccolo laboratorio dove lavoro il cuoio cucendo rigorosamente a mano. Ad un certo punto ho iniziato a pubblicare sui social le foto delle mie creazioni – spiega Cioli – finché un bel giorno sono state notate dalla presidente Steampunk che mi ha contattato chiedendomi se mi andasse di diventare uno dei loro ufficiali steampunk maker. Questo significa- prosegue- che in occasione di alcuni eventi particolari mi vengano commissionati dei lavori, ad esempio sono già impegnato a preparare accessori per amici che si recheranno a Lucca Comics. In realtà è solo una grande passione- sottolinea- alla quale dedico volentieri ogni momento libero della mia giornata. Ad esempio, la mattina mi sveglio verso le 5.30/6 e prima di andare al lavoro scendo subito in laboratorio».

Cioli si completa riuscendo a combinare due realtà completamente diverse: quella della gastronomia e quella dello steampunk per il quale non si limita a realizzare oggetti (protesi meccaniche, cappelli, corsetti in stile vittoriano) ma li disegna personalmente secondo il proprio stile e la propria filosofia.

«Lo steampunk non è un cosplayer – precisa – in quanto non imita nessun manga o personaggio dei fumetti bensì un “viaggiatore” che potrebbe essere inserito in una qualsiasi epoca storica, personalmente io amo accostarlo al gotico. Talvolta mi capita di organizzare cene a tema con intrattenimento horror, a base di enigmi e misteri per far conoscere ed apprezzare tutto ciò che si cela dietro il concetto di steampunk».

«Il mio sogno più grande – chiosa Francesco Cioli – è riuscire a migliorarmi sempre di più fino a diventare uno dei più stimati steampunk maker».


 

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