Nuova acciaieria, Metinvest aperta al confronto con Wwf
L’associazione ha espresso dubbi sul progetto, chiedendo alla Regione la non esclusione dalla Via. Ma fonti vicine all’azienda: così tempi lunghi e investimento a rischio
Piombino. Per il Wwf ci sono ancora degli aspetti ambientali da chiarire. Tanto che la richiesta rivolta dall’associazione ambientalista alla Regione Toscana è chiara: non si escluda il progetto per la realizzazione della nuova acciaieria green di Metinvest Adria dalla valutazione di impatto ambientale. Una posizione destinata a far discutere e che il gruppo italo-ucraino non sottovaluta. Fonti vicine all’azienda riferiscono infatti come Metinvest Adria dia massima disponibilità a un nuovo confronto con il Wwf. Ma, al tempo stesso, le stesse fonti fanno capire come il passaggio da una procedura di valutazione di impatto ambientale potrebbe allungare i tempi e mettere a rischio l’investimento.
La posizione del gruppo industriale
La disponibilità a un confronto sul merito con WWF è massima. Del resto l’obiettivo non cambia in alcun modo: arrivare a realizzare, in tempi autorizzativi e realizzativi certi, un’acciaieria moderna con tecnologie avanzate e un ridotto impatto ambientale. Si riassume in questo modo la posizione del gruppo industriale italo-ucraino Metinvest Adria, a poche ore dall’intervento dell’associazione ambientalista WWF che, nel merito del progetto per la realizzazione dell’acciaieria green in località Ischia di Crociano, ha presentato le osservazioni nell’ambito dell’iter autorizzativo, auspicando un confronto non solo formale con il gruppo industriale ma, al tempo stesso, chiedendo alla Regione Toscana di non escludere il progetto stesso dalla procedura di valutazione di impatto ambientale.
Fonti vicine alla multinazionale Metinvest Adria accolgono positivamente le parole del WWF, con le quali l'associazione riconosce il valore del progetto industriale per il rilancio di Piombino e la decarbonizzazione della siderurgia italiana, ribadendo di non volerne ostacolare la realizzazione. Nello stesso comunicato, però, il WWF chiede alla Regione di assoggettarlo a una procedura di Via. Uno scenario che, secondo le fonti vicine al gruppo industriale, comporterebbe il rischio di prolungare sensibilmente l’iter autorizzativo e di compromettere la fattibilità dell’investimento, fino a determinarne l’abbandono.
Secondo le fonti vicine a Metinvest, la richiesta del WWF rischia di entrare in contraddizione con l'obiettivo dichiarato dall'associazione di non ostacolare il progetto. Il gruppo teme infatti che l'apertura di una VIA possa allungare sensibilmente i tempi dell'iter e mettere a rischio l'investimento. Viene peraltro precisato come l’azienda abbia risposto a tutte le osservazioni e alle richieste di integrazione degli organi competenti, depositando la relativa documentazione tecnica nell’ambito del procedimento autorizzativo.
Non solo. A valle del percorso autorizzativo che il gruppo industriale auspica positivo, l'azienda si rende disponibile a un confronto sul merito con l’associazione WWF, ribadendo di voler realizzare il progetto in tempi rapidi, coniugando occupazione, sviluppo industriale e tutela del territorio.
Cosa ha detto il Wwf
Il Wwf ha depositato pochi giorni fa ulteriori osservazioni nell’ambito del procedimento di verifica di assoggettabilità a Via per il progetto dell’acciaieria Metinvest. L’esame della nuova documentazione, depositata dall’azienda ad agosto, avrebbe lasciato inevase alcune delle questioni poste dall’associazione. Secondo l’associazione un riscontro diretto avrebbe viceversa contribuito a rendere il confronto più costruttivo: «Il coinvolgimento degli stakeholder non può ridursi a un adempimento formale», riassume Guido Scoccianti, delegato regionale Wwf, sostenendo che «le osservazioni delle associazioni, degli enti e degli altri soggetti del territorio rappresentano un contributo per migliorare il progetto e affrontarne per tempo le criticità».
Restano aperte le questioni sulle emissioni. Secondo l’organizzazione ambientalista, sul fronte della qualità dell’aria le integrazioni non forniscono un quadro completo e cautelativo: i nuovi documenti ammettono ora la possibile formazione di formaldeide, in precedenza negata, ma non fugano dubbi circa la possibile presenza di composti organici volatili e non forniscono un quadro complessivo dell’impatto delle emissioni nello scenario di avvio e progressiva entrata a regime degli impianti. Restano inoltre senza risposta le domande relative all’effetto di accumulo degli inquinanti al suolo, alle emissioni fuggitive e alla stima delle emissioni nelle condizioni di massima capacità produttiva.
Anche la gestione dei rifiuti stoccati nell’area da 36 ettari rimane un punto critico. Metinvest Adria indica una percentuale potenziale di recupero del 15,79%, precisando però che la percentuale effettiva si potrà definire solo dopo l’apertura dei cumuli e la caratterizzazione dei materiali. Il Wwf ritiene non siano state illustrate in maniera adeguata né le modalità tecniche con cui dovrebbero essere effettuati scavo, campionamento, caratterizzazione e certificazione dei materiali, né i criteri attraverso i quali i materiali recuperabili potranno cessare di essere considerati rifiuti ai sensi della normativa sull’End of Waste.
L’associazione chiede anche precise e una verifica della piena coerenza di eventuali interventi nell’area palustre con la normativa regionale in materia di riduzione del consumo di suolo, tutela geomorfologica e pianificazione territoriale.
«Non siamo contro la nuova acciaieria. Chiediamo che sia fatta secondo i migliori standard tecnologici e ambientali», ribadiscono da Wwf Italia e ma chiedono alla Regione di emettere un provvedimento conclusivo negativo in relazione alla verifica di assoggettabilità e di sottoporre il progetto alla Via ordinaria.
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