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Salute

Toscana, il focolaio di virus Dengue non è spento: la zona “rossa”, gli ultimi casi, le indagini dell’Asl e i sintomi da non sottovalutare

di Matteo Scardigli

	Il virus si trasmette con la puntura di zanzara
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Il virus si trasmette con la puntura di zanzara

Le nuove positività emerse a Piombino riaprono interrogativi sulla circolazione del virus e spingono l’autorità sanitaria a ricostruire contatti e spostamenti. Tra le ipotesi anche quella di persone infette senza sintomi

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PIOMBINO. I due interventi (doppi) di disinfestazione nelle aree delle vie Forlanini e L’Hermite, eseguiti tra martedì 29 settembre e la notte del 1 ottobre, certificano che il virus Dengue è ancora presente in Toscana. E in particolare a Piombino. Nessun allarmismo, ma questo complica le “indagini” dell’Asl.

Dai primi casi al focolaio delle Fabbricciane

I primi casi erano stati segnalati alla fine di agosto, in breve era stato individuato il focolaio alle Fabbricciane e il Comune si era attivato come da procedura operativa standard. La mappa dei contagi si era ben presto allargata fino a contare 22 persone in Toscana e l’Autorità sanitaria aveva ricostruito il percorso compiuto dal virus: una persona che aveva contratto il virus altrove lo aveva portato nella località agricola con vocazione per la villeggiatura, era stato punto da una zanzara e l’insetto aveva propagato la Dengue. Nei giorni successivi era poi apparso, in assenza di ulteriori segnalazioni da parte dell’Asl, che il focolaio piombinese fosse stato spento: così non è stato.

Il mistero dei nuovi contagi

I nuovi casi emersi nelle aree delle vie Forlanini e L’Hermite rappresentano l’elemento fuori posto in questa ricostruzione: fino a martedì 29 settembre le persone contagiate si contavano tra residenti e turisti, mentre i due individuati nelle scorse ore hanno assicurato di non aver frequentato le Fabbricciane, o almeno non di recente. Due, a questo punto, le ipotesi più probabili: o questi pazienti hanno avuto senza saperlo contatti con persone che frequentano l’area o ci vivono, oppure possono non essere state del tutto sincere con gli operatori sanitari. Ma ci potrebbe essere anche una terza “pista”.

L’analisi dell’Asl

«Nell’ultimo periodo l’allerta in città sembrava scemata, ora invece abbiamo due contagi tra persone giovani che, dicono ai medici, non hanno avuto rapporti con le Fabbricciane», conferma Alessandro Barbieri, direttore dell’unità operativa complessa Igiene e sanità pubblica area sud (Pisa-Livorno) dell’azienda sanitaria Usl Toscana nord ovest. E spiega: «I due stanno bene, come stanno bene le altre persone trattate per il virus: a oggi sono sei in tutto a Piombino».

La pista degli asintomatici

Barbieri sviscera anche quello che potrebbe essere il terzo “filone di indagine”: «È possibile che i due residenti nelle aree delle vie Forlanini e L’Hermite siano state in contatto con persone, come si dice in gergo, asintomatiche o paucisintomatiche: persone che hanno la Dengue ma non ne manifestano i sintomi oppure li manifestano ma in forma tale da non destare in loro preoccupazione». E spiega ancora: «I sintomi della febbre compaiono solitamente dopo cinque o sei giorni dalla puntura di una zanzara infetta e comprendono febbre alta improvvisa e forti dolori articolari e muscolari. Quando l'infezione è asintomatica significa che si potrebbe non sviluppare alcun disturbo, quando è paucisintomatica i sintomi possono essere facilmente confusi con quelli di infezioni virali; come quelle che stanno girando».

Le raccomandazioni per prevenire le punture

L’Asl richiama l’attenzione dei cittadini sull’importanza di mantenere alta la prevenzione contro le zanzare, in particolare nei confronti della zanzara tigre (Aedes albopictus), che può trasmettere malattie virali come, appunto, la Dengue. Con la fine dell’estate e per tutto il mese appena concluso la presenza di zanzare tigre può essere ancora significativa, soprattutto se le temperature continueranno a restare alte. Per questo è importante non abbassare la guardia e continuare ad adottare comportamenti semplici ma efficaci, sia negli spazi pubblici sia in quelli privati.

Come eliminare i ristagni d’acqua

Una parte importante della prevenzione spetta ad ognuno di noi nel quotidiano, a casa, nei giardini, sui terrazzi e nelle aree condominiali. Le zanzare, infatti, si riproducono facilmente nei piccoli ristagni d’acqua. Per questo si raccomanda di svuotare regolarmente sottovasi, secchi, innaffiatoi e altri contenitori lasciati all’aperto; di cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali e svuotare le piscine gonfiabili quando non vengono utilizzate; di coprire cisterne e contenitori usati per raccogliere l’acqua piovana; di tenere pulite fontane, tombini, griglie e piccole vasche. Un’indicazione importante è inoltre quella di proteggersi dalle punture con repellenti, zanzariere e indumenti lunghi e chiari.

Cosa fare in caso di sintomi

E nel dubbio, in caso di sintomi, è bene «contattare il proprio medico di medicina generale ed eventualmente concordare insieme al professionista se e come limitare i propri contatti o spostamenti», chiosa il direttore.

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