Addio a Umberto Gentini, una vita a raccontare l’Elba
Per anni alla guida dell’Eve e dell’Apt, protagonista della promozione: dopo la pensione aveva dedicato il suo impegno alla rivista Lo Scoglio
PORTOFERRAIO. L’isola d’Elba ha perduto un suo grande personaggio. È morto all’età di 84 anni Umberto Gentini, una figura che per decenni ha contribuito a raccontare e promuovere l'isola, prima attraverso il turismo e poi con la ricerca e la divulgazione della sua storia. Una presenza conosciuta e stimata, capace di legare due grandi passioni: far conoscere l'Elba fuori dai suoi confini e conservarne la memoria.
Gentini non stava bene da tempo. È morto nella notte tra venerdì e sabato. Il funerale, curato dall’impresa funebre Fuligni, sarà celebrato oggi – 26 settembre – alle 16 nella chiesa di San Giuseppe della Sghinghetta. Al termine del rito la salma sarà tumulata nel cimitero della Misericordia. Gentini lascia la moglie Loretta, i figli Alessandro e Nicola, e tante persone che gli volevano bene.
Per molti anni è stato il direttore storico prima dell'Eve, l'Ente valorizzazione Elba, e successivamente dell'Apt, l'Agenzia per la promozione turistica dell'Arcipelago Toscano. Un ruolo che lo ha visto protagonista in una fase decisiva per lo sviluppo dell'immagine turistica dell'isola.
Quando Gentini iniziò a dirigere l'Eve, l'Elba era ancora lontana dai numeri turistici che avrebbe raggiunto negli anni successivi e gli alberghi si contavano ancora sulle dita di una mano. Gentini intuì l'importanza di portare l'isola fuori dall'isola, costruendo relazioni e occasioni di promozione. L'Elba cominciò così a essere presente nelle principali fiere e nei saloni dedicati al turismo, in Toscana e in diverse città europee. Una delle intuizioni fu quella di invitare ogni anno all'Elba giornalisti delle principali testate europee. L'obiettivo era far conoscere direttamente il territorio, le sue bellezze naturali e il suo patrimonio, trasformando il racconto dell'isola in uno degli strumenti della sua promozione turistica.
Gentini aveva però un rapporto con l'Elba che andava ben oltre il lavoro. Era un profondo conoscitore della storia locale e un appassionato ricercatore. Si è occupato, tra gli altri temi, delle saline di Portoferraio, dell'archeologia dell'isola e dell'operazione Brassard. I suoi studi sono stati pubblicati su riviste specialistiche italiane e straniere e il suo lavoro ha trovato spazio anche in servizi televisivi della Rai e di emittenti svizzere e tedesche. La pensione non segnò la fine del suo impegno. Anzi. Una volta conclusa la lunga esperienza nel settore turistico, Gentini si dedicò anima e corpo alla rivista storica Lo Scoglio, diventandone capo redattore. Dalla prima parte degli anni Duemila e fino agli anni precedenti la pandemia ne seguì la redazione e la pubblicazione, contribuendo a mantenere viva una delle esperienze editoriali più legate alla memoria dell'isola. È anche attraverso queste pagine che Gentini ha continuato a raccontare l'Elba, con lo stesso spirito con cui tanti anni prima aveva cercato di farla conoscere ai giornalisti e ai visitatori stranieri. Prima aveva lavorato perché l'isola fosse scoperta dal mondo, poi perché non dimenticasse la propria storia.
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