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Elba, il primo bilancio dell’estate: «Incassi minori, reggono i quattro stelle. Meno turisti stranieri» – Tutti i dati

di Stefano Bramanti

	Turisti sbarcati a Portoferraio
Turisti sbarcati a Portoferraio

A parlare è Massimo De Ferrari, presidente Federalberghi Confcommercio Elba: «Caldo penalizzante per stabilimenti balneari e ristorazione»

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PORTOFERRAIO. «Presenze turistiche sostanzialmente in linea con il 2025 sull’isola». Lo afferma Massimo De Ferrari, presidente Federalberghi Confcommercio Elba che ha fatto un primo bilancio della stagione sul cosiddetto Scoglio. «All’Elba bene i quattro stelle, ma meno stranieri e più italiani. Caldo penalizzante per balneari e ristorazione».

Stagione in linea con il 2025

In concreto si può dire che il settore trainante tiene, ma le imprese fanno più fatica avendo registrato soggiorni più brevi e maggiore attenzione alla spesa. De Ferrari prosegue: «C’è stata una maggiore prudenza nei comportamenti di spesa dei turisti in questa estate 2026 secondo la Confcommercio della Provincia di Livorno, sulla base delle indicazioni raccolte tra gli operatori del territorio. Nel complesso ci attestiamo su una stagione sostanzialmente in linea con il 2025. Il dato interessante, però, è capire cosa accade dietro il numero delle presenze: quanto dura il soggiorno, quanto spende il turista e come questa spesa si distribuisce tra le diverse attività».

Più difficoltà per stabilimenti e ristoranti

Il dirigente ribadisce che i risultati sono stati particolarmente buoni per gli hotel a quattro stelle, ed è stata notata una minore presenza di stranieri, compensata da una maggiore componente italiana che però soggiorna più brevemente. «Più complessa - prosegue - invece la stagione per altre attività della filiera, in particolare stabilimenti balneari e ristorazione. Il caldo estremo, soprattutto in alcune settimane, ha modificato le abitudini dei turisti per cui nelle ore più calde si è rimasti meno in spiaggia e si sono ridotti anche alcuni consumi».

Cautela sui dati 

De Ferrari invita a leggere con cautela il dato nazionale diffuso dal Ministero del Turismo di una crescita del 4,4% delle presenze rispetto al 2025, perché il confronto col passato deve tenere conto dell’ampliamento della platea delle strutture rilevate. «L’introduzione del Cin (codice identificativo nazionale delle strutture turistiche, ndr) - precisa - ha fatto aumentare l’offerta extralberghiera, a partire da B&B, locazioni turistiche. Quindi il +4,4% deve tener conto di questa nuova situazione di rilevamento che rileva maggiormente le strutture ricettive».

Le abitudini

«In generale - conclude - nel resto in tutta la provincia livornese si notano prenotazioni dei turisti più vicino alla partenza e c’è maggiore attenzione al proprio budget di spesa. Incidono poi anche inflazione, costo dell’energia e perdita di potere d’acquisto nelle scelte delle famiglie. E nella ristorazione i locali hanno lavorato e le persone ci sono state, ma questo non significa automaticamente maggiori incassi. Si chiedono quindi meno portate, una bottiglia in meno, per ridurre poi la spesa finale e ciò riduce di incassi. Comunque gli addetti ai lavori del settore anche a livello provinciale confermano che il turismo riesce a generare valore per l’intera economia locale. La sfida è costruire un’offerta capace di far vivere maggiormente il territorio: mare, ristorazione, commercio, borghi, cultura, natura ed esperienze. Un giorno di permanenza in più significa più valore distribuito tra molte imprese e più ricchezza che rimane sul territorio». 

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