Il Tirreno

La storia

Castagneto, ritrovata in un libro una lettera di 86 anni fa: Carla Silva scrive ad Andreina e l’appello per rintracciare i familiari

di Luca Centini

	La lettera che Carla Silva scrive ad Andreina nel 1940
La lettera che Carla Silva scrive ad Andreina nel 1940

Hanitriniaina Tahiry Argenti, insegnante, acquistò la copia del libro di Orazio in un mercatino dell’antiquariato a Castagneto Carducci: dopo vent’anni ha casualmente trovato la lettera

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CASTAGNETO. Per quasi 86 anni quelle parole sono rimaste nascoste tra le pagine ingiallite di un vecchio libro di latino. Come intrappolate in una piega dello spazio-tempo. «Carissima Andreina», inizia Carla Silva nella sua lettera scritta a mano indirizzata all’amica lontana. Chissà se quelle parole, messe nero su bianco alle 18 del 28 dicembre del 1940 sono mai giunte a destinazione.

Il ritrovamento

Di certo sono rimaste per decenni sospese tra le pagine dell’Opera Omnia di Orazio. E non sono riemerse neanche quando, una ventina di anni fa, Hanitriniaina Tahiry Argenti, insegnante, acquistò la copia del libro di Orazio, edito nel 1935, in un mercatino dell’antiquariato a Castagneto Carducci. Quel volume Hanitriniaina l’ha lasciato sullo scaffale della libreria per tanti anni fino a quando, alcuni giorni fa, lo ha aperto, trovando per caso quel foglio scritto a mano. Un’autentica sorpresa. E al tempo stesso un piccolo grande reperto di vita quotidiana. Una ragazza che scrive all’amica. Sullo sfondo la guerra che tuttavia non viene citata, la vita in collegio, le amicizie, gli studi. «Ore 6 pomeridiane - tempo di studio», annota Carla Silva. Poi alcuni dettagli di vita quotidiana, luoghi, nomi di persone che probabilmente non ci sono più.

L’appello

«Aiutatemi a trovare i familiari di Carla Silva e Andreina». A distanza di così tanti anni le parole sono indizi che, come collegando dei puntini, potrebbero servire a ricostruire una storia familiare. Ne è convinta l’insegnante che si è ritrovata in mano quel foglio bianco ripiegato con cura e sistemato tra le frasi in latino di Orazio. Tanto da lanciare attraverso le pagine del Tirreno un vero e proprio appello. «Vi contatto per proporre una storia di memoria locale e affetto che potrebbe interessare i vostri lettori, con la speranza di lanciare un piccolo appello tramite la vostra testata - scrive la proprietaria del volume - l’obiettivo è riuscire a risalire ai discendenti o ai famigliari delle due ragazze per consegnare loro questi preziosi ricordi di famiglia. Saremmo davvero felici se voleste dedicare un breve articolo o uno spazio a questa vicenda, pubblicando le immagini e i dettagli emersi per aiutarci ad attivare la rete di memoria storica del territorio».

Le confidenze, il collegio e il ritorno a casa

Una piccola grande storia di vita quotidiana. Carla Silva è in collegio, lontana da casa. «Tu sai che vita si fa stando in gabbia». E ancora... «Sono tornata in collegio ieri mattina, non puoi immaginare come sono malinconica». «Mi consolo però al pensiero che sabato torno a casa e mi fermo fino a martedì mattina», aggiunge poi la carezza alla compagna: «Mi rincresce non averti vista nelle brevissime vacanze di Natale, ma spero di vederti alle prossime». Tra le righe scritte a mano compaiono nomi di altre compagne: Laura Giorgetti, Iside, Teresina, Pia Amedeo e Hedda. Si fa riferimento a Seregno, alla Brianza, a Milano. Parole e dettagli che, dopo 86 anni sono come tessere di un mosaico da ricomporre. «Sarebbe bello trovare i familiari di Carla e Andreina», scrive Argenti. Chissà se dopo così tanto tempo quella vecchia lettera possa giungere finalmente a destinazione.

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