Morta nel crollo del balcone a Livorno: «Da 15 anni i condomini sapevano dei lavori urgenti»
Intanto la Procura livornese ha aperto un fascicolo per crollo e omicidio colposo. Indagato l’amministratore del palazzo: oggi comparirà davanti al magistrato
LIVORNO. «Da oltre 15 anni i condomini avevano consapevolezza del fatto che erano urgenti i lavori di ristrutturazione, in particolare dei terrazzi». Il procuratore capo di Livorno, Maurizio Agnello, spiega ai microfoni del Tg3 che continuano le indagini sul crollo del balcone della palazzina di via Bonomo, a seguito del quale ha perso la vita Roberta Celli, 56 anni, stimata insegnante di italiano e storia al liceo Cecioni. E ora l’inchiesta della Procura punta a ricostruire che cosa sia accaduto e, soprattutto, se il cedimento possa essere collegato a una situazione di degrado strutturale conosciuta da tempo. Un lavoro che dovrà mettere in fila documenti, segnalazioni, interventi, eventuali delibere condominiali e responsabilità: per questo ha iscritto nel registro degli indagati l’amministratore del condominio.
«Stiamo facendo tutti gli accertamenti necessari per capire come sia potuto succedere un fatto di così straordinaria gravità – ha spiegato Agnello – . Abbiamo già accertato che erano tantissimi anni che i condomini avevano consapevolezza del fatto che erano urgenti i lavori di ristrutturazione da fare, in particolare sui terrazzi». Un periodo lungo, dunque. «Oltre 15 anni», ha precisato il procuratore capo, aggiungendo che, allo stato degli accertamenti, «non fossero stati neppure deliberati» i lavori necessari per mettere in sicurezza la palazzina amministrata dallo studio “Giulio Giulietti Snc” di via Cairoli. E c’è un altro aspetto su cui gli investigatori stanno concentrando l’attenzione: «Non ci risulta che l’amministratore avesse mai diffidato i condomini dal fare questi lavori in modo urgente». Così la Procura ha aperto un fascicolo per crollo e omicidio colposo, un passaggio importante nell’indagine, che dovrà consentire all’amministratore di fornire la propria versione dei fatti e chiarire la gestione delle questioni relative alla manutenzione dello stabile e ai lavori sui terrazzi.
L’iscrizione nel registro degli indagati, è bene precisarlo, non equivale a una responsabilità accertata: sul fronte degli accertamenti tecnici, l’obiettivo degli investigatori è ricostruire la storia del fabbricato e dello stato di conservazione delle sue parti più esposte. Particolare attenzione è rivolta proprio ai terrazzi, indicati dal procuratore come uno degli elementi sui quali da anni sarebbe stata presente la consapevolezza della necessità di interventi. Per comprendere le cause del cedimento sarà necessario mettere a confronto quanto emerge dalla documentazione con le condizioni effettive della struttura.
Intanto resta a disposizione dell’autorità giudiziaria la salma di Roberta Celli: per oggi pomeriggio è prevista l’autopsia, un accertamento che dovrà contribuire a chiarire le cause e le modalità della morte della cinquantaseienne.
La tragedia di via Bonomo si sviluppa così su due piani paralleli: da una parte la ricerca delle cause tecniche del cedimento, dall’altra la ricostruzione delle decisioni e delle omissioni che potrebbero aver preceduto il crollo. Al centro dell’inchiesta ci sono soprattutto quei 15 anni durante i quali, secondo quanto riferito dal procuratore, i condomini erano consapevoli dell’urgenza di intervenire sui terrazzi senza che, a oggi, risulti che i lavori siano stati deliberati.
Sarà ora la documentazione acquisita e quella che verrà raccolta nelle prossime fasi dell’indagine a chiarire che cosa sia stato segnalato, che cosa sia stato deciso e quali interventi siano stati effettivamente eseguiti nel corso degli anni e quali no. Gli investigatori dovranno inoltre stabilire se esistano collegamenti tra lo stato della struttura e il cedimento che ha provocato la morte della prof Celli. E intanto il prefetto Giancarlo Dionisi ha convocato per mercoledì prossimo, alle 11, un vertice a cui parteciperanno Comune, vigili del fuoco, Ordine degli ingegneri e degli architetti, Collegio dei geometri e le associazioni che rappresentano amministratori di condominio e proprietà edilizia. L’obiettivo è evitare che una tragedia come quella di via Bonomo si ripeta in futuro.
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