Muore a 17 anni in un incidente, le amiche scrivono una lettera: «Addio Virgi, festeggeremo i tuoi 18 anni per te»
Piombino, sei amiche della studentessa scrivono alla compagna morta dopo lo schianto in scooter lungo la 398
PIOMBINO. Virginia Bellagamba, studentessa 17enne dell’Isis Val di Cornia, è morta mercoledì a Siena in seguito alle gravi ferite riportate nell’incidente stradale nel quale era rimasta coinvolta nella notte fra lunedì e martedì 11 agosto lungo la 398 mentre viaggiava su un motorino insieme a un 20enne al quale era legata e che ancora lotta in ospedale.
Il suo ricordo, però, vive nella raccolta fondi lanciata dai suoi coetanei per aiutare la famiglia (a ieri pomeriggio, 14 agosto, più mille e 400 donazioni per oltre 25mila euro raccolti) e oggi nelle lettere che le amiche del cuore hanno voluto inviare al nostro giornale.
La lettera
«Mi mancano già i nostri momenti, le risate, ogni esperienza e le cose che sapevamo solo noi. Ricordo ancora quando alle elementari mi hai chiesto se potevamo essere migliori amiche, senza sapere quanto sarebbe diventato importante. Sei sempre stata una persona speciale, hai sempre saputo ascoltare e non c’è mai stata una volta in cui io abbia dubitato della tua presenza. Dicevamo sempre quanto fossimo fortunate a vivere nello stesso palazzo e non avrei mai pensato che un giorno quelle stesse scale mi avrebbero fatto sentire così tanto la tua mancanza. Hai lasciato un vuoto incolmabile e darei qualsiasi cosa per poter vivere ancora anche solo uno dei nostri momenti insieme», scrive Matilde.
E Nicole: «Te ne sei andata via troppo presto, e nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Domenica sei stata tutto il giorno con noi, e lunedì sei volata via, per sempre. Non riesco ancora a realizzare il fatto che non potrò mai più vederti, toccarti, abbracciarti e ridere con te; nonostante questo immenso dolore io ti voglio ricordare come una persona che mi faceva stare bene, che non falliva mai nel tentativo di strapparmi un sorriso o, ancora meglio, una risata. Eri introversa e riservata, ma quando qualcuno imparava a conoscerti, trovava un tesoro.
Avevi sempre il sorriso stampato in faccia, eri spensierata, genuina e molto delicata. Avevi moltissimi piani per il tuo futuro. Il 13 settembre avresti dovuto compiere 18 anni, non ne parlavi spesso ma so che eri emozionata. Lo festeggeremo noi per te, e tu sarai lì in qualche modo insieme a noi. Non verrai mai dimenticata, né tanto meno messa da parte. Fisicamente te ne sarai andata via, ma tu sei sempre qua con noi, qualunque sia la tua forma, ti porteremo nella nostra anima e nel nostro cuore, faremo esperienze con il pensiero fisso che con noi ci sarai anche tu. Inciderò fra qualche giorno il tuo nome sulla mia pelle per sempre, perché, chiunque conoscerò nella mia vita merita di sapere della fantastica persona che eri, per te stessa e per me».
Ed Elena: «Alla tua forza silenziosa, alla tua voglia di vivere e a quel sorriso unico che sapeva fare luce anche nei giorni più bui. Mi accompagna l’amaro in bocca per non essere riuscita a darti l’ultimo saluto, ma l’affetto che ci lega è più forte di qualsiasi rimpianto. Continuerai a vivere nei nostri discorsi, nei nostri pensieri e in tutto il bello che ci hai lasciato. Ti porto nel cuore, oggi e per sempre».
Poi Sira: «Ci sono momenti in cui mi fermo a pensare e prendo consapevolezza che non potrò più vivere altri momenti insieme a te, e forse è proprio questo che fa più male. Tra noi ci sono stati alti e bassi, momenti belli e momenti più difficili, ma nonostante tutto siamo rimaste noi. Abbiamo condiviso una parte importante della nostra vita e della nostra adolescenza, e porterò sempre con me tutto quello che abbiamo vissuto insieme. Avrei voluto avere ancora tanto tempo con te, vivere altri momenti, creare altri ricordi e magari recuperare tutto quello che non abbiamo avuto modo di dirci o di fare.
Purtroppo non sarà possibile, ma questo non cancella ciò che sei stata per me e ciò che rappresenterai sempre. Conserverò ogni ricordo di noi, come la cosa più preziosa che possegga. Non voglio chiamarlo addio, perché una parte di te resterà sempre con me».
E ancora Ginevra: «Un raggio di sole in una giornata nuvolosa, l’unico fiore sgargiante in un mazzo appassito, l’unica stanza tranquilla in una casa confusionaria: così voglio descriverti. Non eri una semplice ragazza come le altre, eri diversa, eri unica a modo tuo. Una risata contagiosa, quegli occhi grandi, lucenti e pieni di vita che parlavano prima che la tua bocca si aprisse. Non ti davi arie, non ti elogiavi tanto, dimostravi e basta, con quella serenità, quella tranquillità che, non so come, solo tu sapevi emanare. Avrei voluto abbracciarti più forte, avrei voluto dirti più volte quanto ti volevo bene, ma sono sicura che a te siano bastati quei piccoli gesti, quei piccoli momenti, per capire che il mio bene fosse infinito.
Ricordo tutti i piani che avevi in serbo, tutte le cose che stavamo programmando insieme, i mille sogni che volevi realizzare, a partire da un semplice tatuaggio, che però, farò io in onore tuo, in modo da averti incisa sulla pelle per sempre. Tutti quei piani, programmi, sogni, non sarai tu a realizzarli in prima persona, ma con tutta la mia forza e tutta la mia volontà, li realizzerò io per te, sperando tu possa vederlo e sentirlo».
E infine Virginia: «Mi è rimasto impresso il nostro ultimo incontro avvenuto per puro caso poche ore prima del tragico accaduto, dove sei stata tu a vedermi, una volta salutate non so per quale motivo io abbia cercato di vederti ancora ma non sono riuscita a trovarti. Nonostante tutto il dolore voglio mantenere vivo il ricordo della Virginia felice, spensierata, genuina, riservata, che emanava positività, ma sopratutto sempre sorridente, non c’è stata una volta dove non abbia visto il tuo bellissimo sorriso, sono giorni ormai che scorro ininterrottamente le nostre foto e non c’è una di queste dove tu non sia felice».
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