Piombino, in cantina con 15 chili di hashish: arrestato in via Torino
La droga era stata suddivisa in 28 dosi: il ventiseienne, dopo essere stato fermato dai carabinieri, si trova ora ai domiciliari e dovrà indossare il braccialetto elettronico
PIOMBINO. Quasi quindici chili di hashish, già suddivisi in varie dosi e pronti per essere immessi sul mercato. Sono stati trovati e sequestrati in una cantina di un condominio di via Torino, vicino corso Italia e viale della Resistenza. Arrestato un ventiseienne, colui che è stato trovato nel locale-deposito della droga. Il blitz è scattato nei giorni scorsi, quando i carabinieri della Compagnia di Piombino hanno concentrato la propria attenzione sullo scantina del palazzo. Una volta all’interno, si sono trovati di fronte a 14,730 chili lordi di hashish meticolosamente ripartiti in 28 involucri distinti, contenenti a loro volta numerosi pezzi di varie dimensioni, pronti per la successiva distribuzione al dettaglio nelle strade della città.
A finire nei guai Anass Sabri, nato in Marocco nel gennaio del 2000, ma residente da tempo a Piombino. Il giovane – difeso dall’avvocata livornese Barbara Luceri – è stato arrestato in flagranza di reato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Le modalità di confezionamento, la frammentazione dei panetti e, soprattutto, il peso imponente del carico hanno escluso fin da subito qualsiasi ipotesi legata all’uso personale, configurando chiaramente il reato di detenzione e stoccaggio per scopi commerciali. Sabri, insomma, di lì a poco l’avrebbe spacciata.
Ad aggravare la posizione del ventiseienne c’è anche la contestazione della recidiva specifica e reiterata nell’ultimo quinquennio, segno di un profilo già noto – stando all’accusa – per reati analoghi. Dopo le formalità di rito, è stato trasferito nel carcere labronico delle Sughere. Nel penitenziario di via delle Macchie, nei giorni scorsi, davanti al giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno si è celebrata l’udienza di convalida, con l’arresto che è stato poi confermato. Sabri, tuttavia, ha lasciato la casa circondariale e – su disposizione dello stesso tribunale penale livornese – ora si trova in regime di custodia cautelare ai domiciliari nella sua abitazione di Piombino: dovrà indossare il braccialetto elettronico per il controllo telematico degli spostamenti.
Nel frattempo, il pubblico ministero di turno Niccolò Volpe, aveva formalizzato il decreto di convalida per la perquisizione e il contestuale sequestro penale della droga e dei locali. L’operazione dei carabinieri di Piombino, attuata con il nucleo operativo e radiomobile, rientra in una più ampia strategia a livello provinciale mirata al contrasto dello spaccio e del consumo delle sostanze stupefacenti. Controlli che proseguiranno anche nei prossimi giorni sia a Piombino, che nelle altre realtà, come Livorno, Cecina, Rosignano e all’isola d’Elba.
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