Il Tirreno

Turismo

Elba, 70 alberghi aperti a Pasqua: prenotazioni in aumento – Così la guerra ridisegna le rotte del turismo

di Luigi Cignoni

	Turisti che sbarcano sull'isola
Turisti che sbarcano sull'isola

Il presidente dell’associazione degli albergatori dell’Elba, Massimo De Ferrari: ««Il quadro globale si è drasticamente delineato, noi dobbiamo essere bravi a pilotare questa massa di clienti»

3 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «Con i primi di aprile saranno una settantina gli alberghi e gli hotel che apriranno ai clienti, segnando di fatto l’inizio della stagione turistica 2026». Lo afferma il presidente dell’associazione degli albergatori dell’Elba, Massimo De Ferrari, confermando un luogo comune dell’industria delle vacanze sulla maggiore isola della Toscana, cioè quello che vuol far coincidere l’avvicinarsi della primavera con il taglio del nastro della nuova stagionalità elbana. Maggiormente scandita con i classici ponti di primavera: Pasqua, 25 Aprile e Primo maggio. Dunque tre ondate di aperture. Tre appuntamenti scaglionati tra aprile e giugno.

«Per il primo ponte pasquale - continua De Ferrari - la ricettività alberghiera sarà del 40 per cento. Praticamente sui medesimi valori sarà il secondo ponte primaverile. Il restante 20 per cento aprirà con i primi di maggio e i primi di giugno». Sono circa 350 le strutture ricettive che insistono sul territorio insulare, tra hotel, residence e alberghi che si preparano a riaprire i battenti. Sono sparsi tra Portoferraio, Marciana Marina, Marciana Alta, Campo nell’Elba, Porto Azzurro, Capoliveri e Rio. Il settore alberghiero ha una sua logica precisa, che è legata alle prenotazioni, ai flussi previsti e alla disponibilità di personale stagionale.

«Con i primi mesi di quest’anno - aggiunge De Ferrari - il volume di prenotazioni non era andato molto bene. Anzi, registravamo una sensibile riduzione rispetto agli anni precedenti. Il che ci faceva pensare sull’andamento abbastanza stanco della prossima stagionalità. Poi, come tutti sanno, si sono verificati i conflitti nell’area medio-orientale e la conseguente escalation di attacchi nel Mar Rosso che hanno profondamente ridisegnato la geografia del turismo internazionale, andando a far registrare un’inversione di tendenza per le località del Mediterraneo. Per fortuna a vantaggio nostro. A risentirne maggiormente sono stati i turisti americani e tedeschi. Sono divenute a questo punto appetibili le note località turistiche della costa tirrenica e anche l’Isola d’Elba. Di fatto noi abbiamo constatato un accresciuto interesse che fan ben sperare nel prosieguo della stagione. Dal momento che il quadro internazionale si è così drasticamente delineato, noi dobbiamo essere bravi a saper pilotare questa massa di clienti e destinarla nelle nostre aziende».

De Ferrari allora si fa portavoce di una iniziativa: un progetto da elaborare insieme a enti locali, Gat, compagnie di navigazione e naturalmente gli albergatori da qui a giugno, destinato a far funzionare nel modo migliore la macchina turistica isolana. «Penso soprattutto a livello promozionale che dovremo muoversi - continua il presidente - e allo stesso tempo anche creare le condizioni ideali di mobilità, servizi e trasporti in modo tale che i tempi si riducano al minimo per raggiungere le nostre località. Un progetto condiviso attorno al quale lavorarci tutti i soggetti interessati, in sinergia, partendo dal presupposto che qui c’è in gioco l’andamento di questa stagione 2026».

Occhi puntati allora sul ponte di Pasqua che rappresenta da sempre un banco di prova fondamentale per l’industria delle vacanze. Chi opta per questo momento scommette su un’Elba ancora fresca, quasi incontaminata, con spiagge libere e sentieri percorribili senza la calca estiva. È il periodo preferito dagli escursionisti, dai cicloturisti e dai visitatori più esperti, che conoscono bene i vantaggi di anticipare i mesi di punta. La seconda ondata avverrà con la Festa della Liberazione. Anche in questo caso si stimano circa 70 nuove strutture che aprono i propri cancelli, portando il numero totale delle realtà operative sull’isola a circa 140. L’ultimo step (il restante 20% delle strutture) del Primo Maggio completa il quadro delle aziende alberghiere. Si tratta per lo più di strutture più grandi o di resort. L’Elba non si sveglia tutta d’un colpo. Ma si accende progressivamente. Il modello delle tre ondate permette al territorio di assorbire gradualmente la pressione turistica, garantendo una qualità superiore nei mesi di alta stagione.

Primo piano
Energia

Taglio accise, prezzi carburante più bassi ma non ovunque. Il ministero: c’è chi li ha alzati

di Redazione web
Speciale Scuola 2030