Il Tirreno

Terminal Gas

Il rigassificatore resta a Piombino, il ministro: «Faremo la proroga». E Giani spinge sulle compensazioni

di Luca Centini

	Il rigassificatore a Piombino
Il rigassificatore a Piombino

La presa di posizione arriva a poche ore dal “fallimento” del blitz dell’emendamento al decreto Milleproroghe. Il sindaco Ferrari si difende dal “fuoco amico”: «Si rispettino le procedure autorizzative»

5 MINUTI DI LETTURA





Piombino Il rigassificatore di Piombino va prorogato, poi vedremo come. Sono bastate poche parole al ministro all’ambiente e alla sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin per scoprire finalmente le carte. Ora, sia chiaro, pur senza questa presa di posizione ufficiale talmente agognata da apparire scontata, a Piombino anche i sassi sapevano che il governo Meloni prima o poi avrebbe premuto il pulsante della proroga. Si trattava solo di unire i puntini: l’istanza di revisione dell’Aia presentata da Snam a fine anno, l’assenza di una collocazione alternativa per il trasferimento della Italis LNG, la scadenza dell’autorizzazione di luglio che si avvicina a grandi falcate, quindi un quadro geopolitico ed energetico che resta complicato e, dulcis in fundo, la collezione di dichiarazioni, sia da parte di Snam sia del governo, di quanto il terminal gas di Piombino sia stato (e sia ancora) strategico per il Paese. In questo contesto, al netto della infinita partita a ping pong delle responsabilità giocata all’ombra del rigassificatore, si attendeva solo la mossa del governo. E se nelle ore scorse in Commissione alla Camera il tentato “blitz dell’emendamento” al decreto milleproroghe firmato dai deputati di Forza Italia Pella e Russo è naufragato (prima accantonato, poi modificato e ripresentato due volte ma alla fine saltato), ci ha pensato il ministro Pichetto Fratin in prima persona a chiarire quale è la linea del governo Meloni su Piombino. Lo ha fatto a margine del Forum in Masseria di Bruno Vespa a Saturnia. «La permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino al momento va prorogata, perché non c'è soluzione alternativa pronta – ha detto – Vedremo nei prossimi mesi il percorso».

Per poi, giusto per gradire, tendere la mano al presidente Giani rifilando un calcetto ai comitati del No: «L'opposizione ai rigassificatori è la moda del comitato, come ha detto giustamente il presidente Giani, che sta all'opposto della mia parte politica – ha rincarato la dose il ministro – Se non avessimo avuto il Tap, noi negli ultimi quattro anni avremmo dovuto stare due ore al giorno senza luce».

Cosa succede adesso

Le parole di Gilberto Pichetto Fratin hanno riacceso in maniera immediata la bagarre politica sulle responsabilità della permanenza del terminal gas oltre il termine dei tre anni sancito nell’autorizzazione rilasciata nell’agosto del 2022 dal commissario straordinario alla realizzazione dell’opera Eugenio Giani. Il rigassificatore, ormeggiato nel porto di Piombino dalla primavera del 2023, dovrebbe andarsene a luglio. Ma questo, ormai è chiaro, non accadrà. Il boccone è difficile da buttare giù per gli oppositori, dai comitati fino alla politica. Certo. Ma guardando avanti, invece, i punti interrogativi sono due: come la nave potrà rimanere e cosa la città otterrà qualora, come appare scontato, la Italis restasse dove è adesso.

La proroga la firmerà il commissario straordinario Eugenio Giani che da giorni si è detto indisponibile se prima il governo non si muoverà concretamente sul fronte delle compensazioni? Il governo rimuoverà Giani dall’incarico o troverà una “scorciatoia” come tentato con l’emendamento al Milleproroghe? «Naturalmente ho parlato con il ministro – spiega il presidente Giani, commentando le parole di Pichetto Fratin – e abbiamo concordato di fare un tavolo, perché gli ho detto che è assurdo che si parli della proroga al rigassificatore senza prima parlare dei vantaggi compensativi che deve avere il territorio. Quindi è necessario che ci siano degli interventi a favore del territorio di Piombino e della Val di Cornia, quelli che erano nel memorandum con cui io autorizzai il rigassificatore nell'agosto del 2022». Insomma, la stessa posizione dei giorni scorsi. «Svilupperemo un incontro per approfondire tutto questo – aggiunge – Del resto, Pichetto Fratin mi ha detto che l'intervento, diciamo così in proroga, passerebbe attraverso un emendamento alle varie leggi. Vedo che non c'è anche in Parlamento tanta concordanza, l'emendamento era stato portato ma poi è stato accantonato. E quindi – ha concluso – vorrei capire se davvero ha la capacità di riuscire con un emendamento a prorogare senza che prima venga fatto quello che io dico, ovvero delle opere a vantaggio del comune».

Il sindaco Ferrari

Inutile girarci intorno. L’uscita allo scoperto di Pichetto Fratin mette in una situazione complicata il sindaco Francesco Ferrari. Lui che si è schierato con i comitati contro l’arrivo del rigassificatore e contro la proroga della permanenza della nave. Esponente illustre di Fratelli d’Italia, si trova di fronte a una decisione sulla quale il governo Meloni non pare avere più alcun dubbio. Sempre se un dubbio lo ha mai avuto. In città l’opposizione attendeva al varco Ferrari, oggi il sindaco spiega la propria posizione: «Per Piombino il rispetto dei tempi concordati ha sempre rappresentato una condizione essenziale – dice – La città aveva accettato, non senza difficoltà, la presenza dell’impianto nella convinzione che si trattasse di una misura straordinaria e circoscritta, con un limite temporale preciso di tre anni». Ferrari ricorda come «la disponibilità dimostrata dal territorio «si fondasse proprio sulla certezza di quella scadenza – aggiunge – Se oggi tale presupposto dovesse venir meno, si tratterebbe di un cambiamento sostanziale che non può essere considerato marginale né affrontato con superficialità». E quindi? «Nel caso in cui si ipotizzasse una permanenza oltre i termini previsti, sarà per noi imprescindibile il rigoroso rispetto di tutte le procedure autorizzative di legge, insieme a garanzie concrete, trasparenti e verificabili sotto il profilo della sicurezza e della tutela ambientale».

Polemica infinita

Sembra un finale già scritto. Almeno questo è il pensiero di Nicola Fratoianni di Avs. «Per anni hanno fatto finta di niente sull’alternativa a Piombino per il rigassificatore, ora sta finendo il gioco delle tre carte della destra: contrari a parole a Piombino, nè nè a Firenze, assolutamente favorevoli a Roma. In realtà hanno sempre ingannato i cittadini pur di fare un favore alle compagnie dell’energia fossile».l



Primo piano
La tragedia

Vernio, bimba di tre anni investita e uccisa da un’auto mentre attraversa la strada

di Redazione Prato