Il Tirreno

Il futuro del siderurgico

Piombino, esplode lo scontro sul rilancio dell’acciaieria: Jsw accusa, sindacati replicano – Cosa sta succedendo

di Luca Centini

	Il materiale acquistato da Jsw Steel per il revamping del treno rotaie
Il materiale acquistato da Jsw Steel per il revamping del treno rotaie

Il tentativo di uscita dall’angolo del gruppo indiano Jsw Steel, in seguito all’attacco frontale sferrato dal sindacato Uilm dopo che si sono perse le tracce della firma dell’accordo di programma che veniva dato per fatto prima di Natale, ha spazzato via in un attimo il tatticismo tra gli attori coinvolti nel rilancio del polo siderurgico di Piombino

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PIOMBINO. Dal silenzio al polverone. In un amen. Il tentativo di uscita dall’angolo del gruppo indiano Jsw Steel, in seguito all’attacco frontale sferrato dal sindacato Uilm dopo che si sono perse le tracce della firma dell’accordo di programma che veniva dato per fatto prima di Natale, ha spazzato via in un attimo il tatticismo tra gli attori coinvolti nel rilancio del polo siderurgico di Piombino.

La controffensiva di Jsw

Anziché recitare la parte del pugile alle corde, gli indiani hanno provato la tattica del contropiede. Come? Si sono dichiarati stanchi di essere bersaglio di continui attacchi, hanno parlato di sceneggiata e hanno rivendicato l’arrivo in fabbrica dei componenti necessari all’avvio del progetto di revamping del treno rotaie, con ordinativi complessivi per i macchinari del nuovo impianto pari a 51.450.000 di euro. Come dire, la colpa non è nostra se la firma non arriva. E se la mancata convocazione sarebbe, seguendo questo filo logico, attribuibile al ministero, è la stessa Jsw a indicare in modo piuttosto chiaro gli altri “responsabili”. Da una parte il Comune di Piombino che non ha ancora approvato la variante urbanistica necessaria per dare gambe al revamping (il sindaco Ferrari ha già risposto per le rime, ribadendo che senza la firma dell’accordo di programma la variante non sarà approvata). Ma dall’altra anche il “vicino di casa di Metinvest”. «Siamo in attesa che il gruppo Metinvest arrivi a subentrare, come da accordi sottoscritti presso il Ministero, coi 900 lavoratori: per ora, dalla firma dell'accordo quadro del luglio 2025 fra sindacati, Jsw e Metinvest per il passaggio di risorse umane, Metinvest ne ha assunto uno – hanno spiegato dal gruppo indiano – Allo stesso modo, per dovere di trasparenza e senza polemica alcuna, siamo in attesa che sempre Metinvest subentri nei terreni che ad oggi abbiamo in custodia, dove sono presenti il laminatoio, barre e vergella, fatto che, al netto di eventuali ulteriori richieste di proroga, avverrà a maggio 2026, anziché come previsto nel marzo del 2025». Poche righe e addio illusioni di buon vicinato.

Le tempistiche reali dell’accordo

Ma le cose stanno proprio come indicato da Jsw? In realtà l’accordo di programma siglato tra Metinvest Adria e le istituzioni prevede che nel primo semestre del 2026 siano fatte le prime assunzioni, mentre il traghettamento completo dei lavoratori sia da completarsi entro la fine del 2028. E se il gruppo italo-ucraino non “abbocca” alla provocazione e non commenta, è il sindacato a intervenire, come un giudice seduto al tavolo di un match di boxe.

La reazione del sindacato

«Ecco, diciamo che ancora una volta il sindacato ha ottenuto il proprio obiettivo – commenta il segretario provinciale della Uilm, Lorenzo Fusco – con il nostro intervento siamo stati in grado di rompere un silenzio sulla firma dell’accordo di programma che era calato in modo preoccupante». Insomma, almeno si gioca a carte scoperte. Ma le carte cosa ci dicono? «Non si può non considerare come dell’accordo di programma di Jsw non si sappia più niente e di come dal 2018 il forno elettrico annunciato sia sparito, si siano fermati due treni di laminazione e il treno rotaie abbia dei problemi importanti, tali da imporre una fermata di cinque settimane». In questo contesto incombono i punti interrogativi relativi ai dazi imposti sul carbonio che rischiano di creare problemi di mercato per la produzione di rotaie. Ma non sarebbe questo, per Jsw, a rallentare la firma dell’accordo.

Il nodo del personale e delle aree

«Sul traghettamento del personale l’accordo che abbiamo firmato dice che le prime assunzioni Metinvest le dovrà fare nel primo semestre del 2026, sarà assunto il personale utile per gli smantellamenti nelle aree dei laminatoi fermati, quindi il passaggio del personale dovrà completarsi a fine del 2028 – dice Fusco – proprio oggi abbiamo incontrato l’azienda con gli altri sindacati per fare il punto sui colloqui. Abbiamo spiegato che serve un’accelerazione, questo è sicuro». Altro tema indicato da Jsw è il mancato subentro di Metinvest nelle aree demaniali su cui dovrà sorgere il nuovo impianto. Secondo quanto appreso, però, per completare il passaggio occorre che sia avviata un’istanza per “riperimetrare” l’area dell’Autorizzazione integrata ambientale di Jsw Steel. E la procedura, su questo fronte, sarebbe ancora in alto mare.

Le domande aperte

«Siamo sicuri che il ritardo sia responsabilità di Metinvest? –: chiede Fusco – è vero che per il subentro nelle aree demaniali occorre una riperimetrazione dell’Aia? E è vero o no che Jsw ha chiesto lo scorso dicembre una proroga ai termini dell’accordo con Metinvest per completare questo passaggio?». Insomma, la partita è aperta. E forse resterà tale fino a quando il ministero non convocherà al tavolo ministeriale.

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