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Infrastrutture e sviluppo

Bernard Dika: «La nuova viabilità in Valdinievole r iguarda il futuro economico del territorio»

di Luca Signorini

	L'area di cantiere accanto al vialone del Melani (foto Nucci)
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L'area di cantiere accanto al vialone del Melani (foto Nucci)

Il sottosegretario alla presidenza della Regione dopo il taglio del nastro ai cantieri nell’area industriale di Castelmartini e al vialone del Melani a Pieve a Nievole. «L’ambizione è unire la Valdinievole e l’A11 con la zona dell’Empolese e la Firenze-Siena»

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VALDINIEVOLE. «Apriamo due cantieri per complessivi 27 milioni di euro. Ma se guardassimo soltanto ai chilometri di strada che realizziamo, non comprenderemmo fino in fondo la portata di questi investimenti. La sfida è costruire, pezzo dopo pezzo, un collegamento infrastrutturale capace di cambiare il ruolo della Valdinievole nella Toscana del futuro».

Si apre così l’intervento del sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana Bernard Dika dopo il taglio del nastro - avvenuto mercoledì 7 ottobre con il presidente Eugenio Giani e l’assessore Filippo Boni - ai lavori per due rilevanti opere stradali: la riorganizzazione della viabilità nella zona industriale di Castelmartini a Larciano, per una spesa di 15 milioni (che permetterà di migliorare il collegamento anche con l’area di Cerbaia, a Lamporecchio), e il quarto lotto a completamento della variante del Fossetto al vialone del Melani, tra Pieve a Nievole e Montecatini, valore 12 milioni di euro.

«Guardiamola su una cartina – così Dika – dall’uscita dell’A11 di Chiesina Uzzanese, attraverso la Camporcioni e le opere realizzate in questi anni, arriviamo alla provinciale 22 del Porrione e del Terzo (vialone del Melani) e alla variante del Fossetto. Con questo nuovo lotto rendiamo sempre più continuo un asse che attraversa la Valdinievole da ovest verso est. Non è più una somma di singole strade: comincia ad essere un sistema». «E proprio da Castelmartini dobbiamo avere il coraggio di guardare ancora più avanti – aggiunge – il nostro obiettivo deve essere continuare questo asse verso Stabbia, nel comune di Cerreto Guidi, e poi verso Botteghe e Fucecchio, completando progressivamente le varianti necessarie per liberare anche quei centri dal traffico di attraversamento».

La visione di Dika è su ampia scala. «Il disegno che dobbiamo avere in testa è ancora più ambizioso: mettere sempre meglio in relazione l’A11 e la Valdinievole con l’Empolese e con il sistema della strada regionale 429 (compresa la Firenze-Pisa-Livorno), che da Empoli attraversa la Valdelsa e arriva fino a Poggibonsi, collegandosi al raccordo Firenze-Siena. Significa costruire una connessione più forte tra questa parte della Toscana e il cuore della regione». Non è solo una questione di sicurezza stradale, del transito di un minor numero di camion nei centri abitati e della riduzione di smog e inquinamento acustico di fronte alle abitazioni. L’elemento centrale in questo scenario «riguarda il futuro economico della Valdinievole», evidenzia il sottosegretario regionale.

«Una strada più veloce verso l’autostrada, verso l’Empolese e verso le grandi direttrici regionali significa rendere più competitivo un capannone, più semplice movimentare merci, più conveniente insediare un’attività produttiva – va avanti – e allora il messaggio che dobbiamo avere l’ambizione di mandare è molto semplice: venite a investire in Valdinievole. Venite ad aprire qui la vostra azienda. Dobbiamo tornare a parlare senza paura di reindustrializzazione e manifattura. Vogliamo nuove imprese, vogliamo innovazione, vogliamo lavoro stabile e qualificato, vogliamo produzioni capaci di creare valore e ricchezza che rimangano sul territorio. Per questo una strada non è mai soltanto asfalto. È politica industriale. È competitività. È lavoro».

Conclude Dika nel suo ragionamento: «Oggi mettiamo a terra 27 milioni di euro e iniziano due opere attese da anni. Adesso dobbiamo continuare, con la stessa determinazione, verso Stabbia e Fucecchio e dentro una visione infrastrutturale più ampia. Perché la Valdinievole non deve essere un territorio da attraversare: deve tornare ad essere un territorio nel quale scegliere di fermarsi, investire, produrre e creare buon lavoro».

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