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Montecatini, turbativa d’asta sulle Terme: fissata l’udienza in Tribunale

di Luca Signorini

	La Palazzina Consulenti in pineta, sede degli uffici della società Terme dopo il passaggio al Comune della Palazzina Regia di viale Verdi (foto Nucci)
La Palazzina Consulenti in pineta, sede degli uffici della società Terme dopo il passaggio al Comune della Palazzina Regia di viale Verdi (foto Nucci)

La denuncia presentata nell’aprile 2025 dalla stessa società

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MONTECATINI. Della società Terme di Montecatini spa non si parla soltanto nelle aule del Tribunale fallimentare. Ad occuparsene sono infatti anche i giudici penali, una grana rilevante se sommata alle tante questioni aperte nella procedura di concordato preventivo in continuità omologata nel luglio di tre anni fa per cercare di salvare il salvabile.

Sono stati gli stessi vertici della spa che il 30 aprile dello scorso anno hanno comunicato al pubblico ministero presunti «fatti distrattivi», presentando denuncia. Si ipotizza infatti la fattispecie di reato di turbativa d’asta, ai danni proprio delle Terme che si sono costituite parte civile. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari: la prossima udienza in Tribunale a Pistoia è in programma il 24 settembre.

La presentazione della denuncia è arrivata dopo le due maxi aste a lotto unico andate deserte per l’intero patrimonio termale, quella del 16 luglio 2024 a 42 milioni di euro e rotti e la seconda dell’11 marzo 2025 a 35 milioni e spiccioli. E dopo che qualche primo investitore si era affacciato alla Palazzina Consulenti per chiedere informazioni e visionare i beni messi in vendita.

Il complicato scenario che da anni investe le malandate Terme deve fare i conti dunque anche con la presunta turbativa d’asta. Non sfugge che della vicenda si parlerà nella prossima assemblea dei soci (Regione Toscana e Comune di Montecatini), convocata per il 23 settembre proprio il giorno prima dell’udienza in Tribunale.

Nell’occasione dovrà essere affrontata anche la questione dell’approvazione dei bilanci anno 2024 e 2025, con la riduzione del capitale sociale per perdite (125mila euro solo nel primo semestre di quest’anno). Mentre il bilancio dell’esercizio 2023 è stato approvato nella precedente assemblea dei soci, nel febbraio scorso. I conti chiaramente non tornano, «non risultato tra l’altro depositati nel Registro delle imprese i bilanci della spa relativi al 2020 e al 2021», riferisce il commissario giudiziale Alessandro Torcini.

Secondo quanto indicato dal commercialista, la disponibilità finanziaria delle Terme di Montecatini al 31 maggio 2026 era di 2 milioni e 811mila euro e qualcosa. Lo stesso professionista si sofferma poi sui rapporti con la Croce Rossa, che per 40mila euro annui ha affittato il ramo di azienda sanitario (stabilimento Redi), per 2mila al mese gestisce il Caffè Storico del Tettuccio e il bar all’interno delle Redi e inoltre trattiene il 45% delle quote derivanti dagli ingressi turistici (Tettuccio). Evidenzia inoltre il credito che le Terme vantano dalla Cri (l’organizzazione ha realizzato opere di natura straordinaria per oltre 181mila euro) pari a 223mila e rotti euro, «l’importo non è di poco conto e impone che sia accelerata la definizione della posizione e l’opera di riscossione dell’arretrato in modo da ridimensionare l’entità del credito».

Il commercialista con studio a Empoli comunque precisa che i conti in rosso di una società già nel baratro derivano pure dagli «interventi ordinari e straordinari sugli immobili e sui parchi richiesti da varie autorità o resi necessari per la messa in sicurezza, che hanno comportato e comporteranno il sostentamento di rilevanti oneri non previsti».

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