Montecatini, un ente indipendente per verificare il contratto dei rifiuti e fare le “pulci” al gestore
Lo “strappo” del Comune nel controllo dell’operato di Alia
Montecatini La sostanza della questione è che il Comune voglia sostituire l’autorità di ambito Ato Toscana Centro nel controllo dell’operato di Alia spa, il gestore del servizio rifiuti nell’area vasta. Il procedimento avviato con una delibera di indirizzo punta a individuare un soggetto terzo - un “direttore dell’esecuzione del contratto”, così chiamato - al quale affidare questa attività, anche in compartecipazione con altre amministrazioni che sentano la necessità di aderire allo “strappo” istituzionale. Insomma, un organo autonomo e indipendente che punti un faro sul rispetto del contratto di servizio stipulato con il gestore.
Che il rapporto tra il Comune di Montecatini e Alia non vada avanti così sereno è noto da tempo. Quest’ultima mossa lo ribadisce, perlopiù dopo il putiferio generato dall’approvazione dell’assemblea dei sindaci del Piano economico finanziario dell’Autorità di ambito Toscana Centro (ma con l’astensione proprio di Montecatini e di diversi altri Comuni della Valdinievole), che prevede ulteriori aumenti che finiranno nelle bollette di cittadini e attività.
Nel caso di specie, per Montecatini «il Pef di Ato Centro quantifica entrate tariffarie dalla Tari per 12 milioni e 220mila euro per il 2026, siamo a un incremento del 34% rispetto ai 9 milioni dell’anno scorso», aveva spiegato in uno degli ultimi consigli comunali l’assessore all’ambiente Luca Bini. Aggiungendo però che questo non è il reale aumento per il portafogli dei contribuenti in regola con i pagamenti, ma «risulta essere pari al tetto fissato da Arera del 2,5%, cioè 9 milioni e 220mila euro».
Il braccio di ferro comunque prosegue nel tentativo di alleggerire il carico fiscale di una gabella che pesa assai sull’economia familiare e delle attività produttive. Tanto più che il costo unitario del servizio rifiuti a Montecatini è di 645 euro per tonnellata di rifiuto (76,76 centesimi al chilogrammo), «contro un fabbisogno standard di 408 euro, siamo ben oltre il 50% del parametro di riferimento», aveva detto ancora Bini. Questo porta ad affermare che secondo il catasto dell’Ispra aggiornato al 2024 (ultimo anno disponibile), «Montecatini risulta tra i comuni con i costi più elevati d’Italia per il servizio di igiene pubblica, solo tre comuni fanno peggio di noi, mentre siamo primi in Toscana con il 27% in più della città di Firenze».
C’è poi il tentativo di arrivare a una raccolta porta a porta integrale in tutta la città al posto dell’attuale sistema ibrido, che vede ancora i cassonetti ai lati delle strade nelle aree periferiche (fanno eccezione il centro e Montecatini Alto). Si studia dunque il passaggio al nuovo modello, tenendo conto però che i cassonetti stradali sono “bloccati” dal comodato d’uso dal valore di 2 milioni di euro circa da pagare entro il 2030, secondo il contratto in vigore.
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