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Pescia, contratto in bilico con l’impresa per il Ponte del Marchi. Si valuta la risoluzione

di Maria Salerno
Pescia, contratto in bilico con l’impresa per il Ponte del Marchi. Si valuta la risoluzione

Incertezza sulla ricostruzione della passerella. Il direttore dei lavori: «Gravi inadempienze e ritardi»

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Pescia Si va verso la risoluzione del contratto con l’impresa Cantieri srl, a cui l’amministrazione comunale ha appaltato i lavori relativi alla ricostruzione del ponte del Marchi. Lo scorso 24 febbraio l’ingegnere Enrico Mangoni - in qualità di direttore dei lavori - ha inoltrato all’impresa una formale contestazione per «gravi inadempimenti e ritardi». In particolare la ditta, che ha sede legale ad Afragola (Napoli) non avrebbe eseguito le opere previste e accordate, senza che vi sia allo stato attuale la possibilità di rimediare; non ha rispettato, inoltre, i termini contrattuali e non ha gestito e coordinato le imprese subappaltatrici.

Secondo il Codice degli appalti, in caso di contestazione l’impresa dispone di un termine di 15 giorni per presentare le proprie controdeduzioni prima di disporre la risoluzione. Lunedì 16 marzo è il termine ultimo per farlo, ma la pregressa condotta della Cantieri (che non ha mai risposto a precedenti intimazioni) fa già presagire l’inevitabilità del contenzioso. Gli addebiti nei confronti della ditta appaltatrice sono gravi: la gestione del cantiere, secondo il responsabile della direzione dei lavori, è stata «assolutamente carente», oltre che «illegittima», fino a pregiudicare ormai definitivamente la possibilità di ultimare i lavori in tempo utile rispetto alla scadenza del finanziamento Pnrr, fissata al 30 giugno. Lo spauracchio del finanziamento di 1 milione e 400mila euro perduto, dunque, sembra diventare realtà.

Al netto di ciò, dalla contestazione del direttore dei lavori emergono aspetti controversi relativi alla gestione dell’intera vicenda a partire dal fatto che i lavori sono iniziati nel settembre 2024, quasi un anno dopo rispetto alla loro effettiva consegna, avvenuta nell’ottobre 2023. Non solo. Quella di due settimane fa non è la prima contestazione posta in essere. Già il 23 luglio 2024, Annamaria Maraviglia, in qualità di responsabile unico del progetto (rup), scriveva all’impresa per segnalare come il tempo trascorresse senza che venisse sfruttato il periodo ottimale per le lavorazioni nell’alveo del fiume Pescia. Già due anni fa, dunque, alla ditta veniva ricordato che trattandosi di un intervento finanziato con il Pnrr «c’erano obblighi e scadenze inderogabili e che l’amministrazione rischiava la decadenza di tale finanziamento». A nulla è valsa, infine, la richiesta avanzata dal Comune al Genio civile di ottenere una proroga al fine di concedere maggior tempo utile per l’esecuzione dei lavori.

La realtà inoppugnabile, messa nero su bianco dalla direzione dei lavori, è che su un totale di circa sei mesi e mezzo di tempo di lavoro disponibile, l’impresa ha lavorato solo per poco più di due mesi. Ciò detto il ponte è stato demolito e non esiste al momento nessuna certezza circa la possibilità di realizzarne uno nuovo. Nel breve periodo, almeno. «Col senno del poi – evidenzia Salvatore Leggio, coordinatore del gruppo di maggioranza Pescia è di Tutti – si sarebbe potuto riqualificare il manufatto, con un intervento similare a quello realizzato sul ponte all’Abate. Avremmo ancora un ponte, già interdetto al transito dei mezzi pesanti». 

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