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Terme di Montecatini, slitta lo “spezzatino”. «Dubbi sull’autorizzazione del ministero»

di Luca Signorini

	Il degrado alla Torretta (foto Nucci)
Il degrado alla Torretta (foto Nucci)

Aste sospese per verificare se serve il nulla osta da Roma (come prevede il Codice dei beni culturali)

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Montecatini Le conferme a quanto scritto dal Tirreno nei giorni scorsi sono arrivate venerdì 27 febbraio durante la seduta della commissione Partecipate in viale Verdi, convocata a stretto giro dopo le indiscrezioni sullo stop alle imminenti aste a “spezzatino” delle Terme di Montecatini.

«Il notaio che si occupa della stesura dei bandi di vendita ha avuto un dubbio se fosse necessaria o meno l’autorizzazione all’alienazione da parte del ministero della Cultura, trattandosi di beni vincolati – ha detto l’avvocato del Comune di Montecatini, Rossana Parlanti – sembrerebbe che questa autorizzazione non sia necessaria perché vale solo per i beni di proprietà pubblica, e questi sono della Spa (anche se i soci sono pubblici, Regione e Comune, ndr). Ma per prudenza hanno preferito sospendere le aste per verificare meglio e per evitare problematiche future».

Il giallo dell’autorizzazione dunque resta: è questo passaggio tecnico che ha fatto sospendere alcune aste in corso (per un fondo commerciale al Grocco, e per le Serre Calde della Torretta, le ex Latrine Fortuna e la ex Capanna Spazzini, queste ultime tre nelle mire del Comune) e slittare quelle attese (entro la fine di questo mese, come aveva annunciato l’amministratore unico delle Terme Luca Quercioli) per il grosso del patrimonio termale finito in concordato preventivo. Ha aggiunto l’avvocato: «Se dovesse servire l’autorizzazione, la richiesta va fatta tramite la Soprintendenza ma i tempi non dovrebbero essere così lunghi. Comunque, l’autorizzazione la devono chiedere gli organi della procedura, non il Comune».

A chiedere lumi sullo stato dell’arte il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Sartoni, sostenuto nelle argomentazioni dall’ex sindaco Luca Baroncini (Lega). «Nel giro di 20 giorni si è passati dal generale apprezzamento per l’annunciato buon esito delle aste a spezzatino a qualcosa derubricato come risolvibile rapidamente per un problema tecnico minore e poi allo slittamento della aste perché sarebbe stato omessa la richiesta di autorizzazione ministeriale», ha puntualizzato Sartoni. Anche il presidente della commissione, Edoardo Fanucci, ha incalzato: «Noi in questa vicenda siamo parte lesa, penso a quei cittadini volontari che hanno di recente ripulito dal degrado le ex Latrine Fortuna in pineta».

Ha detto l’assessore alle partecipate Enrico Giannini: «Il nostro interesse è che la procedura venga portata avanti nel massimo della legalità, riteniamo sia preferibile attendere qualche tempo in più in modo da dare tranquillità all’aggiudicatario. Chi investe non deve trovarsi di fronte a brutte sorprese future. Il tema del tempo che slitta mi sembra subordinato rispetto alla chiarezza della procedura che viene portata avanti». L’appello di Siliana Biagini (Partito democratico): «Si remi tutti nella stessa direzione, non si cerchi sempre il cavillo che possa essere di ostacolo a questa procedura. Mi auguro che anche l’opposizione faccia qualche passo in più. L’occasione è buona per dare una mano tutti, chiedo di lavorare per il bene della città e dare una speranza di rinascita a Montecatini». l

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