Montecatini, vandali contro i lampioni del parco di via Cividale
In frantumi i vetri di un pezzo di storia della nostra città. Realizzati negli anni ’50 dalla General Electric furono trasferiti qui da viale Verdi per volere della Soprintendenza
MONTECATINI. Pezzi della nostra storia recente nel mirino dei vandali. Sì, perché magari le nuove generazioni non lo sanno, ma quei curiosi, per certi versi quasi futuristi lampioni - nonostante tutto - illuminano il parco di via Cividale sono, nonostante l’aspetto modernista, un pezzo simbolicamente importante del passato di Montecatini.
Ebbene almeno quattro di quei lampioni, che furono collocati nel parco poco più di 20 anni fa, si presentano parzialmente o totalmente privi dei loro caratteristici vetri squadrati, con il corpo illuminante (rappresentato da dei tubi di neon) esposto alle intemperie. Non caduti, evidentemente, per “cause naturali”, ma perché presi di mira (letteralmente) da qualcuno che si “diverte” in questo modo e che li ha mandati in frantumi (alcune schegge di vetro rotto sono ancora visibili nelle intercapedini tra le lastre). Difficile stabilire con esattezza quando siano stati colpiti, o se siano vittime di episodi diversi di vandalismo. Vandalismo che è sempre e per definizione stupido, ma in questo caso, se possibile, lo è ancora di più. Quelli presi di mira infatti, come detto in premessa, non sono solo “degli oggetti per fare luce”, ma sono una testimonianza della storia cittadina. Nel parco di via Cividale furono collocati, anzi, ricollocati nel 2005 dietro una precisa indicazione della Sovrintendenza, che chiedeva di recuperare i lampioni ancora in buono stato che, in precedenza, per mezzo secolo avevano fatto luce su viale Verdi, nel percorso simbolo di Montecatini che dal centro porta al Tettuccio. Qui, infatti, erano collocati quei curiosi “pali quadrati” con i vetri ai quattro lati da cui usciva la luce prodotta da dei neon. Belli? Brutti? Qui ogni opinione è rispettabile, ma certo apparivano inadeguati per l’inizio del nuovo millennio quando fu deciso di rimuoverli, per sostituirli con altri lampioni in finto stile liberty. Decisione da alcuni condivisa, da altri no. Ma se allora, anche per la scarsa potenza luminosa, potevano apparire “fuori tempo”, quando furono collocati, negli anni Cinquanta, rappresentarono una grande innovazione. Forse anche allora “fuori tempo”, ma perché troppo in anticipo per l’epoca. In ogni caso pezzi molto particolari che dalla casa produttrice, la statunitense General Electric, furono ribattezzati proprio “Tettuccio” in omaggio alla nostra città.
Diventarono essi stessi quasi un simbolo di Montecatini, e il loro stile descriveva bene anche un’epoca proiettata verso il progresso tecnologico, rappresentato da quello stile particolare e dall’uso dell’allora innovativa – per la nostra realtà – illuminazione al neon rispetto alla tradizionale illuminazione a incandescenza. Così, quando furono rimossi non restarono per molto in magazzino. Quelli non rovinati dal tempo e dalla ruggine furono recuperati e collocati appunto nel parco di via Cividale, per alcuni (quelli che si affacciano su via Marruota) fu conservata l’originale colorazione metallica, mentre gli altri, quelli collocati nell’area verde, furono ridipinti con vernici di diverso colore. Non meritavano di finire in pensione, così come oggi non meritano di diventare bersaglio per degli idioti.
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