Bimbo annegato in piscina a Villafranca in Lunigiana: assolti i cinque imputati
Il bambino di 10 anni, di Licciana Nardi, era annegato il 4 agosto 2019 nella piscina della struttura Villasport. L’avvocato della famiglia annuncia appello dopo il deposito delle motivazioni, attese entro 90 giorni
VILLAFRANCA. Sono stati assolti tutti e cinque gli imputati nel processo per la morte di Ibrahim El Gargar, il bambino di dieci anni di Licciana Nardi annegato il 4 agosto 2019 nella piscina della struttura Villasport di Villafranca in Lunigiana. La sentenza è stata pronunciata ieri 29 ottobre dal Tribunale di Massa, al termine di una vicenda giudiziaria che si trascina da oltre sei anni. La famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Ravani, non si ferma: il legale ha annunciato che valuterà le motivazioni della decisione e presenterà appello.
Per il deposito delle motivazioni il giudice ha a disposizione novanta giorni. Sarà quindi necessario attendere il testo della sentenza per conoscere nel dettaglio le ragioni che hanno portato all’assoluzione di tutti gli imputati e la valutazione delle contestazioni formulate nel corso del procedimento.
La tragedia risale all’estate del 2019. Il bambino fu trovato in difficoltà nella piscina olimpionica del centro sportivo e venne soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale Noa di Massa. Morì il giorno successivo. Da quel momento si aprì un’inchiesta per accertare se vi fossero state responsabilità nella gestione della struttura, nell’organizzazione della sorveglianza e nelle procedure di emergenza.
Sul banco degli imputati erano finiti Fabrizio Rossi, gestore dell’impianto, Diletta Zini, Aldo Giulitti, legale rappresentante dell’associazione sportiva Blu Water, Raffaele Giraldi, addetto alla segreteria e supervisore dell’impianto tecnologico, e il bagnino Paolo Bertoncini. Le contestazioni riguardavano presunte carenze nella sicurezza della piscina, nell’organizzazione del servizio di vigilanza, nell’impiego del personale e nella disponibilità delle attrezzature di soccorso.
Durante la requisitoria il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione per Rossi e Zini, mentre per Giulitti e Giraldi aveva sollecitato una condanna a un anno e tre mesi di reclusione e per Bertoncini a un anno. Il tribunale ha invece assolto tutti e cinque.
La famiglia del bambino si era costituita parte civile e, attraverso l’avvocato Ravani, aveva chiesto un risarcimento complessivo di un milione di euro. Nel corso dell’ultima udienza il legale aveva inoltre sollecitato che, in caso di condanna, l’eventuale sospensione condizionale della pena fosse subordinata al pagamento di una provvisionale in favore dei familiari.
La vicenda aveva già avuto uno sviluppo sul fronte civile: nell’ottobre 2024 il Tribunale di Massa aveva respinto la richiesta risarcitoria dei genitori nei confronti della società che gestiva l’impianto. La sentenza penale di ieri apre ora un nuovo passaggio, quello delle motivazioni e dell’eventuale impugnazione. La famiglia attende di conoscere le ragioni dell’assoluzione per decidere come proseguire la battaglia giudiziaria.
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