Il Tirreno

Allarme agricoltura

Il moscerino killer che mette ko gli oliveti in tutta la Lunigiana – Cosa sta succedendo

di Redazione Massa
(foto archivio)
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(foto archivio)

Coldiretti chiede alla Regione Toscana un piano contro la cecidomia: «Fornire un aiuto economico per assistere le aziende nel mettere in atto tutte le forme di contrasto»

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MASSA-CARRARA. Sono i giorni della raccolta delle olive e quella che si prospetta è un’annata olearia in netta ripresa, una delle migliori degli ultimi dieci anni secondo un’analisi del Consorzio di Tutela dell’olio extravergine Toscano Igp, che stima una crescita media del 40%.

Il Consorzio

«Quest’anno ci sono tutti gli indizi per una stagione molto positiva sia dal punto di vista della quantità sia della qualità – aveva spiegato il presidente del Consorzio Fabrizio Filippi negli scorsi giorni –. Le olive sono sane e belle e le rese soddisfacenti, in media intorno al 12%. Le temperature secche di quest’estate alla fine si sono rivelate un vantaggio: hanno impedito la riproduzione della mosca olearia e i danni alle olive limitando allo stretto necessario gli interventi in campo».

Un quadro molto diverso – purtroppo – da quello che stanno vivendo in queste settimane gli olivicoltori della Lunigiana. Per molti le reti per la raccolta sono rimaste in cantina.

Gli ultimi cinque anni

Da cinque anni, infatti, in una terra che rappresenta un polmone olivicolo importante per l’economia rurale della provincia di Massa Carrara (circa 800 ettari), la produzione è stata ridotta notevolmente così come il reddito delle imprese agricole. Il problema è riconducibile alla cecidomia, moscerino che indebolisce le piante al punto da ridurre drasticamente la capacità produttiva, oltre che degli effetti dei cambiamenti climatici che hanno aumentato le temperature, influenzando negativamente l’allegagione sulle piante.

La cecidomia, spiega Coldiretti, «è un nemico conosciuto ma verso il quale gli olivicoltori non sono riusciti ancora a prendere le misure». L’assenza di soluzioni efficaci e definitive è oggi la maggiore preoccupazione di Coldiretti Massa Carrara che, con il Servizio Fitosanitario Regionale, è impegnata nel monitoraggio che tramite bollettini settimanali fornisce informazioni su come intervenire per fronteggiare e sconfiggere questa fitopatia.

L’appello

«Al momento nonostante impegno e sforzi, si registrano solo risultati parziali sul territorio. I trattamenti fino a qui sperimentati non hanno consentito di debellare del tutto la cecidomia in Lunigiana; è importante fermarla qui prima che raggiunga il resto della regione così come successo per la peste suina – spiega la presidente provinciale di Coldiretti, Francesca Ferrari –. La cecidomia sta mettendo in discussione l’atavica resilienza delle imprese olivicole della Lunigiana. Chiediamo alla Regione Toscana un progetto specifico di contrasto alla cecidomia e di fornire un aiuto economico per assistere le aziende nel mettere in atto tutte le forme di contrasto a fronte di una produzione olivicola fortemente compromessa; il rischio è l'abbandono delle olivete in Lunigiana e di conseguenza del territorio».

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