A luglio torna la “Carrareccia”: la grande attesa per le prenotazioni e le date interessate
Nel 2024 c’è stata l’edizione numero zero, lo scorso c’è stato un doppio sold out: un evento che è già diventato un rito dell’estate apuana
CARRARA. Adesso scalpita chi si è perso l’edizione numero zero nel luglio 2024 ed è arrivato tardi, a prenotazioni sold out, lo scorso anno: vuole esserci. È già diventata un rito dell’estate cittadina la Carrareccia, maxi cena in cui si pasteggia seduti a un lunghissimo tavolo imbandito che corre giù per via Carriona e si degusta un menu ad alto tasso di carrarinità: taglierini nei fagioli, baccalà marinato, torta di riso, per capirci, al netto delle variazioni sul tema o delle propensioni dei cuochi.
Un pensiero fisso
Quando a fine giornata è tempo di parlare di cose leggere, quando è l’ora dell’aperitivo o dell’apericena al bar la domanda sorge spontanea: «Quand’è che aprono le prenotazioni per la Carrareccia?». C’è da tenersi pronti. Intanto, nel cuore della città, si sperimentano altre formule di convivialità. Sabato sera c’è stata una cena molto originale, di quartiere, in vicolo dell’Arancio: in più di 40, vicini di casa, hanno messo le gambe sotto il tavolo. Insieme. Non solo per mangiare pietanze gustose chiacchierando in compagnia ma anche per lanciare un messaggio: «Più il centro viene vissuto, più diventa sicuro, autentico e pieno di energia positiva», dicono i promotori. Oltre all’indirizzo di residenza, del resto, i commensali condividono anche altro: hanno tutti a cuore Carrara, la loro città.
Storia di un successo
È l’estate 2024 quando la Carrareccia va a battesimo, sabato 20 luglio, come evento social-mangereccio della prima edizione di C/Art - Creativi in dialogo, il festival della creatività organizzato dal Comune in seno alla rete delle Città creative Unesco. La “tovaglia” è lunghissima: viene stesa dal Ponte Baroncino alla Statua della Sirena. Mai vista una cosa simile. In 300 banchettano. In tanti restano, invece, a bocca asciutta perché a un certo punto le prenotazioni erano state chiuse per un eccesso di richieste. Nel luglio 2025 la Carrareccia torna sempre con il festival dei creativi: due serate, venerdì 25 luglio e sabato 26 luglio, ciascuna con doppio turno di servizio ai tavoli, 200 posti a serata. Siamo di nuovo al tutto esaurito.
Conto alla rovescia
Ebbene, Il festival C/Art 2026 – Creativi in dialogo si svolgerà nei quartieri storici di Carrara – il Baluardo, il Caffaggio, Grazzano, la Carriona – il 24 e il 25 luglio. E la Carrareccia ci sarà. Non resta che attendere il via libera alle prenotazioni.
La festa tra vicini
Cambiando contesto, la “Carrara Vecchia” sabato ha ospitato una cena di quartiere d’altro genere rispetto alla Carrareccia. Siamo in vicolo dell’Arancio, luogo identitario. Qui i residenti hanno allestito una bella tavolata. Solo «Per il piacere di stare insieme tra vicini che hanno a cuore la propria città», dicono. Se non ci sono obblighi – di lavoro, istituzionali.. – di solito si mangia alla stessa tavola perché si condivide qualcosa. Una convinzione, per esempio. «Carrara possiede una bellezza autentica, che va oltre la narrazione rassegnata di chi vede solo degrado e criminalità, cantieri infiniti e problemi di parcheggio – dicono – C’è una Carrara che resiste, fatta di persone che non se ne andrebbero da qui per nulla al mondo. Il motivo? Un amore profondo che si traduce in cura quotidiana». Ecco, sono loro e qui si spiega la natura della loro convivialità. «Il nostro vicolo è un microcosmo che funziona. È un luogo dove si convive serenamente tra culture e religioni diverse, e dove la dedizione di alcune residenti garantisce pulizia e decoro ogni giorno». «Se oggi questa è la strada più fotografata della città, il merito – aggiungono – è interamente di chi la abita. Questa cena nasce per il gusto di condividere una bella serata, ma soprattutto per dimostrare che si può parlare di Carrara escludendo parole come desolazione o insicurezza». Dal centro vissuto si sprigiona vitalità. È una sorta di socialità anti-abbandono che “prende-in-cura”.
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