Il Tirreno

Sanità: il caso

Carrara, infermiere assenteista condannato a risarcire l’Asl: dovrà restituire quasi 100mila euro

di Giovanna Mezzana
Carrara, infermiere assenteista condannato a risarcire l’Asl: dovrà restituire quasi 100mila euro

Condannato dalla Corte dei Conti per «danno erariale». L’infermiere era incaricato delle cure domiciliari anche a pazienti oncologici

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CARRARA. Dovrà risarcire il proprio datore di lavoro con una cifra monster: sfiora 100mila euro. Così ha deciso la Corte dei Conti. Lui è un infermiere professionale carrarese di 69 anni che all’epoca dei fatti finiti al vaglio della Magistratura contabile era dipendente dell’allora Asl 1 di Massa e Carrara – oggi Asl Toscana nord ovest – ed era incaricato del servizio di assistenza domiciliare.

Il giudizio

La sezione giurisdizionale per la regione Toscana della Corte dei Conti, composta da tre magistrati tra cui il presidente Leonardo Venturini, ha condannato l’infermiere Giuliano Laghi a un risarcimento di 99. 966 euro a favore dell’azienda sanitaria; in effetti la Procura aveva richiesto una cifra finanche superiore, ma alcune voci di danno sono state ridotte, altre sono state cancellate. L’infermiere è stato giudicato responsabile di un «danno erariale», effetto delle assenze ripetute, sistematiche, dal lavoro; ha percepito indebitamente stipendi, ha fatto un uso improprio di beni pubblici e ha provocato danni al regolare funzionamento del servizio sanitario pubblico. Questo è in sintesi il contenuto della sentenza della Corte dei Conti, depositata il 13 marzo, e che è l’epilogo che giunge in tandem con quello che era stato un procedimento penale difronte al Tribunale di Massa.

Qui il Tribunale

Della vicenda si viene a sapere nell’aprile 2015. L’Arma dei carabinieri e l’Autorità giudiziaria penale svolgono un’articolata attività investigativa. Emerge che – ne rifà menzione la Corte dei Conti – pur risultando in servizio e dunque retribuito con stipendio dall’Asl, l’infermiere non svolge le prestazioni sanitarie che gli sono affidate, «dedicando parte rilevante dell’orario di lavoro a attività estranee» ad esso. In sostanza, «in più occasioni, nelle ore mattutine coincidenti con l’orario di servizio» viene «sorpreso» nella sede di una cooperativa della quale «risulta socio e componente del Consiglio di amministrazione»; e qui è «intento a svolgere attività di gestione e supporto organizzativo». Viene arrestato il 10 aprile 2015 in flagranza di reato. Successivamente è rinviato a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato e peculato d’uso continuato, in relazione all’utilizzo (indebito) dell’automobile di servizio dell’Asl. Nella fase dibattimentale, tra i testimoni che sfilano davanti al giudice ci sono familiari di pazienti con diritto alle cure domiciliari: uno di loro in particolare racconta del padre paziente oncologico, bisognoso di cure, e di quando l’infermiere non si è presentato per essere poi sostituito da un collega.

La condanna

Laghi viene condannato nel luglio 2022 dal Tribunale di Massa a un anno e sei mesi di reclusione e a 1. 200 euro di multa, mentre all’Asl, che si è costituita parte civile, è riconosciuto un anticipo sul risarcimento (una provvisionale) di cinquemila euro. La sentenza viene confermata in Appello e Cassazione con condanna definitiva nel maggio 2024.

L’altro fronte

E veniamo all’azione esercitata dalla Corte dei Conti: l’istruttoria contabile si è svolta in costante coordinamento informativo con il procedimento penale fino alla sentenza di qualche giorno fa che condanna l’infermiere carrarese a risarcire l’azienda sanitaria. l

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