Il Tirreno

Sos sicurezza

Aulla, imprenditore sequestrato sulla porta di casa. L’irruzione dei banditi e la pistola sulla guancia: «Togli l’allarme»

di Giovanna Mezzana

	L'ingresso della villa
L'ingresso della villa

In ostaggio di quattro uomini armati e incappucciati, poi arriva la moglie. Ecco cos’è accaduto all’imprenditore edile Tonino Cucinelli nella sua villa di Stadano

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AULLA. Dovrebbero essere stati interminabili quei minuti vissuti con una pistola puntata alla guancia e mentre attende l’arrivo della moglie: «Sta per rincasare, non fatele del male», è la preghiera agli assalitori. È un racconto incredibile il film andato in onda venerdì sera, alle 20, nella villa del noto imprenditore edile Tonino Cucinelli, pugliese d’origine ma ormai lunigianese. Siamo a Stadano Bonaparte, piccola frazione di Aulla, e ci troviamo a meno di due minuti in auto dall’avveniristico ponte sospeso sul fiume Magra. Almeno quattro sono gli incursori che fanno irruzione nella proprietà della famiglia Cucinelli che ha un’importante attività d’impresa a Ceparana. Arriva a casa lui: e viene sequestrato. Poco dopo giunge la moglie che ha la prontezza di fuggire e chiedere aiuto. Suona l’allarme. C’è un inseguimento in auto e si sentono quelli che sembrerebbero colpi di pistola. I malviventi si dileguano. Condotte dai carabinieri di Pontremoli e dal nucleo investigativo dell’Arma di Massa, le indagini sono in corso: e si dovrà attendere i risultati di esse per capire – davvero – ciò che è accaduto. Intanto, ecco il racconto fatto dai familiari della coppia anche con l’aiuto di quanto “catturato” dalle telecamere che sorvegliano la villa.

L’aggressione

Stadano Bonaparte, venerdì 27 febbraio, mancano pochi minuti alle 20, Tonino Cucinelli sta salendo il vialetto che porta alla sua villa. Parcheggia l’auto e alle 19, 47 sta per varcare la soglia di casa. Le telecamere riprendono tre uomini che si affacciano su un angolo della villa: spuntano dal salottino all’aperto attrezzato per il barbecue che è al buio, dove si sono intrufolati – le registrazioni non mentono – alle 19,11. Mettono nel mirino l’imprenditore e in un attimo gli sono addosso. Sono incappucciati. Uno di loro è armato di pistola. Spingono Cucinelli in casa. «Togli l’allarme», gli ordinano, raccontano i familiari. Vogliono chiudergli la bocca con nastro adesivo, «ma lui chiede che non lo facciano, promette che non urlerà»; gli tengono la bocca della canna della pistola «premuta sulla guancia», mentre lui cerca di dissuaderli: «Ma cosa state facendo? Qui davanti abitano i miei suoceri, poco più in là dei nostri parenti...» ; il messaggio è: rischiate di essere colti sul fatto.

Quei minuti interminabili

L’angoscia di Cucinelli è però un’altra: sta per arrivare sua moglie, Federica Barbaria. Devono del resto andare a cena fuori, a mangiare la pizza, con la figlia, il compagno di lei e il nipotino: la giovane coppia abita nella medesima residenza ma con entrata sul retro, tant’è che la figlia, che dalle 19,30 è a casa, non si accorge di nulla. «Adesso entrerà mia moglie, vi prego, non le fate del male», supplica. I malviventi non spiccicano una parola.

«È tutto a posto», poi la fuga

Federica Barbaria, intanto, è alla guida della sua auto, sta attraversando il ponte di Stadano – due minuti e sarà a casa – quando riceve una telefonata: è l’istituto di vigilanza che forse ha notato qualcosa di strano nella disattivazione del sistema di allarme; «Grazie, è tutto okay, è stato sicuramente mio marito», rassicura lei. Sono le 20, minuto più-minuto meno, le telecamere riprendono la comparsa della sua vettura. Parcheggia, scende, si dirige alla porta. Dal video dell’antifurto si nota che – forse – coglie qualcosa di inconsueto passando davanti alle finestre con la luce accesa: ha un attimo di incertezza. Apre la porta ma resta sull’uscio. È titubante. «Non farmi i soliti scherzi», si rivolge al marito. Le compare davanti un uomo incappucciato: è in casa sua. E allora tira vigorosamente a sé la porta che si richiude. Schizza indietro – la riprendono le telecamere – e corre via. Dà un calcio alla grata in legno anti-cinghiali e si precipita a casa dei genitori che abitano proprio sotto la villa. Nella fuga vede l’ennesimo intruso: in giardino. «Un uomo con il volto travisato e con una specie di radiolina in mano». Presumibilmente “il palo”.

Bloccati

Ora gli assalitori si sentono in trappola. «Provano ad aprire la porta ma non ci riescono: ha sbattuto ed è caduto il chiavistello». L’imprenditore è chiuso in casa con chi l’ha sequestrato. Spintonano la porta, ma non si apre. Adesso vogliono che la loro vittima “li liberi”. Cucinelli riesce nell’intento. Le telecamere riprendono la fuga dalla villa di quattro uomini, uno in più rispetto al momento dell’assalto sull’uscio, tant’è che con la comparsa del “palo” in giardino non è chiaro se siano in tutto quattro o cinque; dalle loro “movenze”, riprese dalle telecamere, sembrerebbero caucasici. Scappano nei terreni di proprietà della famiglia Barbaria. Esce di casa anche l’imprenditore, si vede dai video: è sconvolto.

L’inseguimento

È adrenalinico Cucinelli. Tant’è che sale sulla sua auto «e li insegue. Lungo il ponte di Stadano – raccontano i familiari – fino a Aulla e fino a quando i malviventi imboccano una stradina e si dileguano». Sono alla guida «di un’auto Panda» e durante l’inseguimento «sparano, ma non è chiaro se colpi a salve o proiettili veri». Cucinelli torna indietro: non ha del resto con sè neppure il telefono cellulare che gli hanno tolto dalle mani.

E adesso?

Saranno le indagini dei carabinieri a mettere ogni dettaglio nero su bianco. Certo è che è stato un caso che il marito sia rientrato a casa prima della moglie, «perché di solito avviene sempre il contrario», dicono i familiari. Forse il commando avevano in precedenza spiato e studiato le abitudini della famiglia e si aspettava una donna al primo approccio, forse aveva un piano differente a cui non è riuscito a dare seguito. 
 

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