Il Tirreno

Dal litorale

Passeggiata del molo a Marina di Carrara: è allarme. Sotto la duna c’è una “caverna”

di Giovanna Mezzana

	La zona all'ingresso della passeggiata
La zona all'ingresso della passeggiata

Le onde del mare hanno eroso e portato via molta sabbia. Siamo alle spalle della pedana in legno che era già stata sconquassata dalla furia delle mareggiate

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MARINA DI CARRARA. Le mareggiate tolgono da anni il sonno ai balneari del versante massese della costa apuana, ma ormai fanno danni anche “al di qua”: sul fronte del porto. Tant’è che suona l’allarme per la Passeggiata del Molo.

Solo adesso si scopre che è la punta dell’iceberg di un fenomeno assai più devastante lo sconquasso della pedana in legno pensata per far approdare i bagnanti sulla spiaggia libera del porto, appena scesi tre scalini del camminamento del Molo. La forza delle onde del mare non ha solo buttato all’aria le assi – alcune finite alla deriva in mare, altre ormai disallineate – della passatoia in legno, ma ha scavato una vera e propria voragine.

Dove? “A monte” della passerella, sotto a una parte della struttura che contiene una duna artificiale su cui sono state piantate e stanno crescendo essenze di macchia mediterranea. È un problema. È una situazione che gli addetti ai lavori definiscono «critica» perché non è facile escogitare una soluzione in grado di contenere la forza rovinosa del mare.

La prima avvisaglia

È la fine di ottobre quando una mareggiata assesta un primo colpo alla pedana della Passeggiata del Molo. Si sollevano alcune assi, altre vengono ingoiate dal mare. Lo sbriciolio è appena cominciato. Va avanti: come arginarlo, del resto? Dopo l’Epifania la passerella in legno è distrutta. Arrivano le transenne della polizia Locale.

“Il buco”

Gli affezionati del Molo criticano mentre passeggiano e su Facebook: quel “solaio” non doveva esserci, non in legno, dicono. Sono opinioni dettate dal senso comune che si concentra soprattutto sullo sfregio estetico al bel percorso vista-mare. Passano i giorni e si vedono quali nodi sono venuti al pettine: se camminando sul Molo si coglie solo la pedana sconquassata, dalla spiaggia libera non si può far a meno di notare “la caverna”. Il mare ha scavato sotto la parte terminale (quella più vicina alla riva) della maxi aiuola di essenze mediterranee, la cui struttura finisce laddove si innesta la passatoia in legno. Ci sono però alcune considerazioni da fare.

Allerta sì ma…

La struttura che contiene la duna è in calcestruzzo non armato. In realtà, ciò che il mare ha portato via non sono stati tanto i pezzi di costruzione, quanto soprattutto la sabbia. Tanta sabbia su cui poggia la struttura-culla della duna. Così tanta che dalla spiaggia si è creato “un gradino” di 50-60 centimetri. Il grande quantitativo di granelli che qui è stato eroso, ha poi provocato effetti sul basamento della pedana coperta di assi in legno, anch’esso in calcestruzzo non armato. L’acqua del mare ha scavato e s’è portata via sabbia fin laddove c’era la vecchia scogliera in massi.

Causa e soluzioni

La causa di tutto sono le mareggiate: sempre più frequenti e con onde sempre “più lunghe”; un tempo non era così, dicono gli addetti ai lavori. A conti fatti è dalla fine di gennaio che il fenomeno-mareggiata non si arresta. L’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Orientale sta valutando come intervenire, quale sia l’intervento più adeguato e più risolutivo. Il camminamento del Molo non rischierebbe effetti. L’accesso alla spiaggia libera e i pressi di esso verranno sicuramente recintati.

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