Carrara, ladri di nuovo in parrocchia: rubate le canale
Nazzano, sottratti i tubi pluviali anche da abitazioni di via Ilice
CARRARA. Se il danno subito ammonta a mille euro, l’effetto di esso ha un costo emotivo assai maggiore. È nel mirino di ladri – per ora ignoti – la parrocchia di Nazzano, ripulita qualche giorno fa dalle canale per lo scolo delle acque piovane che erano di rame, furto messo a segno dopo quello sconcertante al tabernacolo del Duomo di Carrara: dalle scorribande dei mascalzoni, insomma, non si salvano più nemmeno i luoghi di culto. E sono sparite anche le canaline pluviali di abitazioni lungo tutto quel tratto di via Ilice che è adiacente alle mura parrocchiali.
Don Leonardo
«Non sporgerò denuncia – racconta amareggiato il parroco don Leonardo Biancalani – ma questi sono episodi che creano dispiacere». Siamo ai primi giorni della scorsa settimana quando alcuni frequentatori della parrocchia notano l’assenza delle canale, in particolare nel vicolo che collega via Ilice a via provinciale Carrara-Avenza. E la scena lascia sconcertati: sono divelte le cerniere di tenuta dei “tubi”, evidentemente strappati con una certa fretta. I parrocchiano avvisano immediatamente il parroco, ma ormai poco si può fare poco.
“Muri” storici
Nel punto in cui le canale sono state rubate sorgono i locali della parrocchia di Nazzano, oggi adoperati anche come luogo ricreativo o come aule per il catechismo, ma anche come cucina per i momenti conviviali. In passato, quei locali erano stati un asilo gestito dalle suore, che hanno fatto scuola a molti bambini degli Anni Settanta. Erano i tempi in cui la parrocchia era gestita da don Aldo Biggeri e da don Luigi Bacci e quelle stanze fanno parte dei ricordi affettuosi di molti nazzanesi. È sempre lì che veniva fatto il torneo notturno di calcio, ai tempi dell’Oratorio Don Bosco: la manifestazione si teneva in tarda estate e portava sul campo “Montuschi” di Nazzano migliaia di sportivi per assistere a tante gare serali, tra pallone, tifo locale, sgabei e patatine fritte.
«Il rammarico più grande – torna sul tema don Leonardo – è vedere colpiti luoghi che appartengono alla collettività. Un furto del genere mette in crisi sia la parrocchia, sia la comunità perché crea un disagio su cui bisogna intervenire, attrezzarsi, ricomprare il materiale e farlo installare. Parliamo di un danno di quasi mille euro, somma che avrebbe potuto essere investita in altre direzioni. Di certo, da ora in poi, le canale saranno in plastica; magari risulteranno meno belle – riflette – ma anche meno appetibili per chi compie questo tipo di furti».
Si fa fronte
Don Leonardo però non si è perso d’animo: «Sabato avevamo già organizzato una festa dedicata al Carnevale, con i prodotti tipici di questo periodo (sgabei, bomboloni, frittelle di riso, focaccia, eccetera, ndc). Abbiamo destinato quanto raccolto a copertura delle spese di ripristino per le canale, ma, se non ci fosse stato il furto, quella somma – dice rattristato il parroco – avrebbe potuto essere destinata per altri scopi. Peccato, perché si poteva devolvere il ricavato della festa del Carnevale» a sostegno di iniziative benefiche, solidali. Anche alcune delle abitazioni vicine hanno subito il medesimo tipo di furto: i residenti non hanno voglia di commentare l’accaduto, pur avendo manifestato sconforto per quanto subìto: anche in questo caso si tratta di far fronte a spese impreviste e per “ripristini” poco edificanti.
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