Lucca, statuette messicane offerte online a un milione di euro: assolto l'aspirante venditore
Ma il giudice ha disposto la restituzione delle opere al Paese di origine
LUCCA. Assolto perché il fatto non sussiste. Ma quelle statuine devono tornare a far parte del patrimonio del ministero della Cultura messicano.
È la sentenza pronunciata dal giudice Gianluca Massaro nei confronti di un 40enne di Barga, finito a giudizio per violazione in materia di alienazione di beni culturali. Lui sosteneva di averli ereditati quei manufatti preziosi. Non c’erano contestazioni su come ne avesse la disponibilità.
Quello che non poteva fare era metterle in vendita. L’annuncio era di sostanza, almeno nelle potenzialità dell’affare: chiedeva un milione di euro nell’offerta apparsa su un sito online specializzato nelle vendite. Un appassionato del genere aveva notato quella proposta e aveva denunciato il caso sostenendo l’irregolarità dell’offerta.
Il 40enne si era ritrovato tra le mani, per eredità così ha sempre sostenuto, cinque statuette risalenti a un apprezzato filone artistico messicano. Pezzi di grande pregio. Un piccolo patrimonio che da culturale voleva trasformare in economico. È stata l’esposizione dei beni a far partire l’azione legale dello Stato messicano con tanto di sequestro delle statuette.
Quando l’imputato ha messo le foto sul sito specializzato in compravendite tra privati, Facebook Marketplace, un esperto del settore è stato colpito dal contenuto dell’offerta. A suo dire quel tipo di statuetta, per storia e fattura, non poteva essere messa sul mercato. Faceva parte di un patrimonio di cui poteva disporre solo il ministero della Cultura messicano che ha chiesto e ottenuto il sequestro, anche se l’obiettivo finale è quello di far rientrare i pezzi nel Paese di origine per restituirli all’esposizione collettiva.
Altro che commercio tra privati. Il segnalatore ha proceduto a denunciare all’autorità giudiziaria che, dalla tracciabilità dell’inserzione, è risalita all’autore dell’annuncio procedendo al sequestro dei pezzi.
Per l’accusa (pm onorario Francesca Zuccoli) non si è consumato un reato perché non c’è stata un’importazione dall’estero attribuibile all’imputato. Una tesi accolta dal giudice che nel dispositivo dell’assoluzione ha previsto la restituzione delle statuette al ministero dei Beni culturali messicano attraverso il consolato in Italia.
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