Il caso
Bagni di Lucca, la bottega che resiste: «Cinquant’anni di storia e non voglio smettere»
La parrucchiera Franca Marinai è un’istituzione in paese: il 20 ottobre celebrerà l’anniversario del suo negozio nella centrale via Umberto I
BAGNI DI LUCCA. Cinquant’anni di attività e non aver alcuna intenzione di smettere. Va in controtendenza, rispetto a quanto sta accadendo alla Villa (capoluogo del comune) la parrucchiera Franca Marinai, che il 20 ottobre festeggerà il cinquantesimo anniversario del suo negozio nella centrale via Umberto I.
Pilastro del commercio cittadino
Qui, da tempo, si sono perse e si continuano a perdere attività commerciali e di servizio. Esercizi pubblici, negozi di abbigliamento, patronato, alimentari, negozi di oggettistica hanno chiuso dopo l’altro e altre chiusure sembrano in arrivo. Per una cittadina che vuole vivere soprattutto di turismo la situazione è più che allarmante. Conforta quindi che ci sia ancora chi resiste, chi apre e chi intende ingrandirsi alla Villa.È il caso di Marinai, 74 anni, che ha cominciato a lavorare da ragazzina. Questo lavoro è stato la sua grande passione. Ricorda con piacere il suo primo giorno, il 20 ottobre 1976, nel locale nella parte più alta di viale Umberto I, al numero 63, dove continua a rimanere. «Posso ringraziare la parrucchiera Teresa Bertolini, di Benabbio, che aveva il suo negozio in viale Umberto I, dove ora si trova un negozio di ottica - dice Marinai - Ho cominciato da lei, e le sarò sempre grata perché, da subito, mi ha insegnato il mestiere vero. Da lei rimasi otto anni, prima a Benabbio poi nel negozio che si trovava nell’immobile dove c’è anche la Cassa di Risparmio, di fronte alla piazza del mercato».
La decisione di mettersi in proprio
A 24 anni la decisione di mettersi in proprio. «La mia datrice di lavoro fu molto comprensiva, dandomi consigli preziosi. Aprii il mio negozio nella parte più alta del paese, al tempo fiorente e ricca di attività di ogni genere. Alla Villa c’era tutto. C’era tanto lavoro. Per alcuni anni sono stata da sola, poi si è unita mia sorella Luana, che è rimasta nella attività per 33 anni. Ha cresciuto suo figlio Angelo, che ha oggi 20 anni, in negozio. Lì è stato allevato e ha imparato a conoscere tutte le clienti. Lì passava le sue giornate». Fino agli anni duemila, alle persone che ogni giorno transitavano nel centro per andare a fare spese, si aggiungevano quelle che lavoravano nelle fabbriche, numerose. In più c’era la gente che arrivava dalle frazioni montane, oggi spopolate. «Anni belli, produttivi. C’erano tanti villeggianti, le fabbriche lavoravano, le attività fiorivano. A quel tempo solo alla Villa c’erano sette parrucchiere e per tutte c’era lavoro. Quante volte ho saltato il pasto o mangiato un panino per andare incontro alle esigenze delle donne che dovevano tornare in fabbrica».
L’aneddoto
Marinai ricorda un simpatico aneddoto accaduto all’inizio del suo primo giorno di lavoro. «Ero arrivata con la mia Cinquecento nel parcheggio della piazza vicino al negozio. Ma ero immobile, ferma, indecisa nello scendere dall’auto, piena di timore. Vennero da me due commercianti storici del tempo, Vincenzo Giuliani, macellaio, e Renzo Castrucci, titolare di un negozio di capi di abbigliamento e merceria, che avevano i loro esercizi vicini al mio. Furono loro a esortarmi a scendere e a dirmi che davanti alla porta del negozio, c’erano due signore ad aspettarmi». Nonostante i cambiamenti, Marinai è decisa a proseguire la sua attività. «Ora lavoro con ritmi molto più lenti, ma non voglio smettere. Il lavoro mi piace, è una grande passione. Ho perduto tante clienti che ricordo con affetto, ne sono arrivate altre. Questa professione mi ha regalato tante relazioni umane, amicizie, e di questo sono contenta. Ho alcune clienti, che ancora vengono da me, da quel lontano 1976. È per me una grande soddisfazione, soprattutto dal punto di vista umano e di relazione». In un momento particolarmente difficile per il capoluogo, la decisione di Marinai arriva come un segnale di speranza per una futura ripresa delle attività che sono, al momento chiuse.
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