Il dolore
Lucca, rapinò gli studenti minacciandoli con il coltello alla gola: condannato uno dei membri della baby gang
I fatti risalgono all’11 giugno 2022 quando il “branco” effettuò due rapine dietro al Bar Astra: la pena è di due anni e otto mesi di reclusione
LUCCA. Oltre quattro anni dopo l’aggressione in via della Dogana in centro storico - con la duplice rapina (portafogli con 25 euro e iPhone 12) commessa da una baby gang composta da due diciottenni e tre minori ai danni di due coppie di studenti (14-15 anni) - è arrivata la sentenza di condanna nei confronti di uno dei due maggiorenni indagati che ormai da diverso tempo sta seguendo in modo proficuo un percorso di recupero in una comunità della Piana per uscire dal tunnel della droga e cercare un reinserimento sociale.
La sentenza
Il collegio giudicante (presidente Solombrino, a latere Maggiani e Romano) ha condannato per le due rapine avvenute dietro al Bar Astra sabato 11 giugno 2022 alle 21,30 l’allora diciottenne (oggi il ragazzo di origine nordafricana e nato in Italia, ha 22 anni) alla pena di due anni e otto mesi di reclusione. L’imputato - assistito dall’avvocato Giovanni Mastria che ne segue anche il percorso riabilitativo e che aveva scelto dall’inizio il rito ordinario - ha mostrato un sincero ravvedimento e si sarebbe scusato con le vittime della rapina. Non solo. Una volta scoperto e arrestato dai carabinieri si era mostrato subito collaborativo. Indicando il luogo dove erano stati occultati sia il telefono cellulare rubato a una delle coppie di adolescenti che la pistola usata per commettere il reato (Glock semiautomatica di fabbricazione austriaca, perfetta imitazione rispetto all’originale). I due oggetti furono rinvenuti dietro la stazione ferroviaria. In un luogo sicuro che, probabilmente, soltanto la banda conosceva. Oggetti che la baby gang avrebbe recuperato in un secondo momento utilizzando il revolver per compiere altre rapine. Un ravvedimento e un percorso fondamentali per ottenere le attenuanti prevalenti sulle aggravanti, la semi infermità mentale (nesso causale diretto tra il disturbo derivato dall’uso di sostanze e la capacità di intendere e di volere nel momento in cui è stato commesso il reato), e la riduzione di un terzo della pena.
Gli altri imputati
L’altro maggiorenne - originario del Marocco - all’epoca dell’udienza preliminare scelse un rito alternativo e venne assolto dal gup per vizio totale di mente. I tre minorenni (all’epoca avevano 16 anni) - un adolescente di Nozzano, un ragazzo di San Filippo e un altro residente a Monsummano - sono stati giudicati al tribunale dei minori di Firenze.
Rapina cruenta
Un evento che turbò - e non poco - l’opinione pubblica perché le vittime erano studenti e il "branco", dopo aver spinto gli adolescenti contro il muro insultandoli e colpendoli con ceffoni e scapaccioni, li minacciarono con la pistola giocattolo e con un coltello marca Opinel (lama di 19 centimetri) che venne avvicinato alla gola di uno dei quindicenni. Una violenta aggressione che, grazie al coraggio delle vittime e all’intuito dei carabinieri, si concluse nel giro di poche decine di minuti con l’individuazione dei responsabili.
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