Striscioni a porte e finestre nel borgo toscano “dimenticato”: così la festa si è trasformata in protesta
Durante Arkana la mobilitazione degli abitanti dI Castelvecchio Alto: «Abbiamo il diritto di non essere dimenticati»
CAPANNORI. La “cultura dell’incanto” dovrà fare i conti con la realtà, assai meno poetica, denunciata da chi a Castelvecchio Alto vive ogni giorno. Oggi, in occasione della prima edizione di Arkana, alcuni residenti del borgo daranno vita a una mobilitazione determinata e pacifica per richiamare l’attenzione sullo stato di trascuratezza della parte storica e monumentale del paese.
Ad accogliere visitatori e autorità, insieme agli spettacoli e alle installazioni artistiche, ci saranno anche gli striscioni di protesta realizzati a mano e già appesi lungo i vicoli in pietra. Un fuori programma destinato a introdurre una nota meno incantata nel festival organizzato da Ecoeventi Lucca Ets con il contributo, fra gli altri, del Comune di Capannori.
L’iniziativa culturale, in programma dalle 18 a mezzanotte, promette di trasformare il borgo medievale in un palcoscenico a cielo aperto, tra teatro diffuso, performance, artigianato e installazioni visive. Gli “Arkani”, presentati come spiriti guida, accompagneranno il pubblico in un viaggio alla riscoperta del tempo lento, dell’armonia e della pace. Ma i residenti ricordano che il tempo, a Castelvecchio Alto, sembra essersi fermato anche per manutenzioni e investimenti pubblici. Gli striscioni accoglieranno il pubblico per ricordare che la bellezza del territorio non può essere vissuta solo come una cornice temporanea.
«La protesta – si legge in una nota dei residenti – nasce per porre fine a decenni di abbandono e isolamento strutturale. Nonostante le ripetute promesse e le dichiarazioni d’intenti rimaste sulla carta, Castelvecchio Alto si trova oggi privo di investimenti pubblici essenziali, di interventi programmati di manutenzione ordinaria delle pavimentazioni e di servizi di base. Una situazione intollerabile che mina la sicurezza, la vivibilità quotidiana dei residenti, in particolare degli anziani.
«Questa non è una protesta simbolica di un giorno. I nostri striscioni rimarranno appesi e la nostra mobilitazione andrà avanti a oltranza, finché non otterremo impegni formali, risorse realmente stanziate e l’inizio concreto dei lavori. Castelvecchio Alto ha il diritto di esistere, di essere curato e di non essere dimenticato. Chiediamo al Comune di Capannori l’avvio immediato di un piano d’azione serio, calendarizzato e finanziato per il recupero e la messa in sicurezza del nostro borgo». La comunità precisa che la protesta è mossa da un profondo senso di responsabilità civica e amore per la propria terra. «Non vi è spazio per polemiche sterili – chiude la nota – ma solo per la ferma richiesta di un dialogo serio, collaborativo e costruttivo con le istituzioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
