L'analisi
Lucca, imprenditore versiliese nei guai per bancarotta: debito aziendale di 270mila euro
Per cinque anni è stato amministratore di una società di autotrasporto a Capannori. La procura ha emesso l’avviso di conclusione dell’indagine in seguito alla liquidazione giudiziale datata 2025
CAPANNORI. Un imprenditore versiliese è finito nei guai in seguito alla liquidazione giudiziale della sua azienda di trasporti con sede in via Pesciatina a Capannori. Il procuratore facente funzioni Lucia Rugani ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio nei confronti di Enrico Saggi, 54 anni, di Lido di Camaiore, all’epoca dei fatti contestati dall’ufficio del pubblico ministero componente del consiglio di amministrazione e amministratore unico di fatto della società di autotrasporto Seff Trasporti srl dichiarata soggetta a liquidazione giudiziaria con sentenza del tribunale del 25 febbraio 2025. All’imprenditore, accusato di bancarotta, la procura contesta operazioni distrattive del patrimonio societario che hanno aggravato la situazione di dissesto.
Le accuse
Stando agli inquirenti l’imprenditore nel 2021 erogava al consiglio di amministrazione oltre 80mila euro di compensi con conseguente perdita di esercizio e totale erosione del capitale sociale versato. A fronte di tali compensi non sarebbero stati versate le ritenute fiscali e i contributi previdenziali per la gestione separata Inps. Inoltre nel 2022 e nel 2023 avrebbe ceduto beni mobili (un’autovettura e un trattore agricolo intestati alla società) senza registrare contratti di vendita e i pagamenti dei corrispettivi. Per gli investigatori, nonostante l’evidente situazione di dissesto, si asteneva nel chiedere l’apertura della liquidazione giudiziale e proseguiva l’attività per un triennio (2022-24) omettendo iniziative di rilancio, ricapitalizzazione o accesso a procedure di composizione negoziale della crisi societaria aggravando ulteriormente il dissesto ad ulteriori 144mila euro e portando l’esposizione debitoria complessiva a febbraio 2025 a oltre 270mila euro.
Sparite le scritture
Durante il triennio antecedente alla messa in liquidazione la curatela avrebbe accertato la tenuta irregolare dei libri e delle scritture contabili mancando totalmente i bilanci di esercizio 2022-23-24, il libro giornale, il libro degli inventari, il libro delle decisioni dei soci e degli amministratori, le schede contabili, il libro unico del lavoro e i prospetti relativi ai compensi corrisposti ai soci-collaboratori e gli estratti conto bancari con uno specifico istituto di credito. In quel modo, per l’accusa, avrebbe reso incompleta la ricostruzione degli affari per il triennio 2022-24 durante il quale la società risultava inattiva. Adesso l’indagato, tramite il suo legale, dovrà difendersi di fronte al giudice dalle accuse mosse nei suoi confronti dopo gli accertamenti della polizia giudiziaria.
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