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Lucca, il giallo di Farneta - Il marito: «Paula potrebbe essere finita in una tratta di esseri umani»

di Pietro Barghigiani
Lucca, il giallo di Farneta - Il marito: «Paula potrebbe essere finita in una tratta di esseri umani»

Il racconto dell’ex frate Samuel al consolato colombiano a Roma

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LUCCA. «Credo che sia andata a lavorare con un uomo molto ricco. Ho il sospetto che sia finita in un giro di tratta di esseri umani e che l’abbiano portata via».

Sono i primi mesi del 2013 quando l’ex frate Samuel Laverde Guarin racconta al consolato della Colombia a Roma la sua versione dei fatti sulla scomparsa di Paula Andrea Brain Yépez, la donna colombiana sparita a 34 anni da Farneta nel novembre 2012. Lo avevano convocato dopo la denuncia della mamma di Paula, la signora Rosalba, all’autorità giudiziaria di Cartagena, sulla sorte misteriosa della figlia di cui non aveva notizia da mesi.

Il documento, reso noto nel corso della trasmissione “Chi l’ha visto? ” , riguarda la corrispondenza tra consolato e Procura di Lucca che, di recente, ha riaperto il caso dopo una prima archiviazione all’epoca dei fatti. Samuel è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

L’ex frate, attuale tuttofare nella certosa di Farneta, racconta ai funzionari del consolato quanto sia dispiaciuto per la sparizione della moglie «verso la quale, sottolinea, non prova rancore per averlo lasciato da solo a crescere un figlio piccolo». Alla domanda sul perché non presentò la denuncia di scomparsa della moglie, Samuele risponde di non averlo fatto «perché se ne era andata volontariamente, non avevo motivo di pensare che le fosse accaduto qualcosa». E ancora sui motivi di quello che lui sostiene essere stato un allontanamento volontario. «A un certo punto mi disse che non voleva più dormire con me e il bambino iniziò ad avere un atteggiamento negativo nei suoi confronti – mise a verbale -. In seguito mi disse che mi stimava molto, mi voleva bene, ma che non mi amava più. Allora iniziai a dormire in un’altra stanza».

Paula, secondo il marito, cambiò carattere e approccio in famiglia dopo la morte del padre biologico. «Era triste, isolata e spesso rimproverava il bambino – si legge nel documento del consolato -. Credo talvolta fosse persino gelosa del legame tra me e il bimbo».

Finora l’ex frate aveva detto di aver accompagnato la moglie alla stazione nel novembre 2012. E di non aver più saputo nulla di lei. Il cellulare della donna si “spegne” nei pressi della casa in via di Formentale. Luoghi nei quali la polizia e i vigili del fuoco hanno scavato e cercato Paula, persino in una zona impervia dopo la segnalazione di una confidente della questura. Nessun esito.

«È andata a Bocca di Magra a La Spezia dove aveva ottenuto una prova di lavoro – si legge nel testo agli atti -. Credo sia andata lavorare con un uomo molto ricco e ho il sospetto che sia finita in un giro di tratta di esseri umani e che l’abbiano portata via». La mamma Rosalba non crede a questa ricostruzione e chiede conto al genero del silenzio sul punto. «Non gliel’ho detto perché pensavo che non mi avrebbe creduto – le risponde l’uomo -. Quando lei mi ha detto che andava da questo uomo ricco mi sono inginocchiato davanti a lei e le ho detto di non farlo dicendole che era molto pericoloso». Secondo la cugina della scomparsa, Samuel aveva iniziato una relazione con l’attuale moglie, via Internet, durante il matrimonio con Paula. Lei e la sorella sono convinte che sia stato lui a ucciderla dopo averla minacciata più volte: «Ti affogherò guardandoti negli occhi» aveva raccontato Paula alla mamma riferendo la frase a Samuel
 

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