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Lucca, Caffè delle Mura chiuso per quindici giorni: «Così è un massacro» – Le motivazioni

di Gianni Parrini

	Il Caffè delle Mura a Lucca
Il Caffè delle Mura a Lucca

I fratelli Simone e Umberto Costa hanno riaperto lo storico locale nel 2024 investendo centinaia di migliaia di euro per restituirlo alla città

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LUCCA. Quindici giorni di chiusura per il Caffè delle Mura. Il provvedimento, notificato ieri, mercoledì 29 aprile, dalla polizia amministrativa della questura ai sensi dell’articolo 100 del Tulps, ferma l’attività del locale proprio alla vigilia del weekend del primo maggio, che di fatto apre la stagione turistica.

La situazione

Una decisione che arriva dopo i controlli effettuati venerdì sera e che, secondo i titolari, è legata alle modalità di svolgimento delle serate con musica. A spiegare la situazione è Simone Costa, titolare insieme al fratello Umberto, che rivendica la piena regolarità dell’attività sotto il profilo autorizzativo e della sicurezza. Il nodo, nella ricostruzione del gestore, non sarebbe né il numero di persone presenti né carenze organizzative, ma la qualificazione dell’intrattenimento. Un questione burocratrica, insomma. «La concessione del locale in nostro possesso prevede lo svolgimento di attività di piano bar - spiega - Il problema nasce quando le persone si alzano e ballano: in quel caso, secondo l’interpretazione, si entra nell’attività di pubblico spettacolo, che invece non è consentita». Una distinzione che, tradotta nella pratica, diventa difficile da gestire. «Dovrei impedire alla gente di alzarsi? - si domanda Costa - È una cosa che fa sorridere», aggiunge. I controlli si sono svolti durante la serata di venerdì con circa 180-190 clienti a cena e altre presenze distribuite nel grande giardino esterno. Nel verbale si parla di 400 persone: «Ma non è quello il punto contestato - precisa Costa - Il problema è proprio che le persone erano in piedi e ballavano un po’».

Impatto pesante

Da qui la misura di sospensione, che per i gestori rischia di avere un impatto pesante. «Quindici giorni ora sono un massacro - dice Costa - Arriviamo da un inverno duro e ora che siamo al primo maggio e le cose cominciano a migliorare, ci fermano. Le spese sono altissime e ho anche i dipendenti da lasciare a casa».

Da non trascurare, poi, gli investimenti fatti negli ultimi anni per riaprire e rimettere in funzione lo storico locale: «Abbiamo speso circa 85mila euro solo per la sicurezza del giardino, tra estintori, torri faro, illuminazione e piani di emergenza. È di fatto su quel fronte è tutto in regola. Così come sui contratti dei dipendenti».

Clima disteso

Il clima, sottolinea, non è di contrapposizione con le forze dell’ordine, che stanno effettuando i controlli nei locali anche a seguito della tragedia di Crans Montana. «Hanno fatto il loro lavoro e applicano la normativa», riconosce Costa. Ma il problema resta aperto sul piano interpretativo e amministrativo. «Qualcuno deve prendersi la responsabilità di chiarire cosa si può fare e cosa no. Così si rischia di far precipitare il locale in una situazione impossibile da gestire».

La storia

Il Caffè delle Mura, del resto, arriva da una storia complessa. Dopo anni di chiusura e vicende giudiziarie, è stato riaperto nel 2024 dai fratelli Costa, che hanno investito centinaia di migliaia di euro per restituirlo alla città. La gestione procede ancora con proroghe semestrali, in attesa della definizione definitiva della concessione. In questo quadro già incerto, la chiusura temporanea pesa come un macigno. «Abbiamo preso un locale fermo da anni e lo abbiamo riportato a vivere - conclude Costa - . Ora che iniziava a funzionare, ci troviamo di nuovo a rischio. Così non si aiuta certo a rilanciare un posto storico».

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