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Lucca, dal palco al podcast con Fedez: Francesco Fanucchi e la nuova comicità – «Oggi è più interessante imitare uno storico che un politico»

di Silvia Barsotti

	Un momento della puntata di Pulp Podcast con Francesco Fanucchi (secondo da sx) e Filippo Giardina assieme a Fedez e Mr. Marra
Un momento della puntata di Pulp Podcast con Francesco Fanucchi (secondo da sx) e Filippo Giardina assieme a Fedez e Mr. Marra

II lucchese conversa senza filtri su satira e politica insieme a Filippo Giardina: «Non seguo i trend del momento, io ragiono sulle cose che fanno ridere me. Non c’è più interesse a colpire i personaggi politici perché già lo fanno da soli»

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LUCCA. Tra Meloni e la spumeggiante coppia Vannacci-Renzi, anche il comico lucchese Francesco Fanucchi ha varcato la soglia di Pulp Podcast. Accanto a lui, il collega romano Filippo Giardina. La puntata, dal titolo “Accordi e disaccordi”, uscita la scorsa settimana, ha già raccolto un grande successo: 285mila visualizzazioni in appena otto giorni. A contribuire, probabilmente, è stata proprio l’assenza di filtri di una conversazione lunga oltre un’ora, in cui si è parlato di destra e sinistra nella satira, di quanto oggi possa risultare più interessante imitare uno storico che un politico e di come, per un comico, sia sempre più importante non piegarsi al desiderio di diventare virale sui social. Pulp Podcast è il format di interviste ideato da Fedez e Mr. Marra, che negli ultimi anni si è imposto tra i podcast più seguiti del panorama italiano. La sua popolarità non si misura soltanto nei numeri delle visualizzazioni e delle interazioni, ma anche nella varietà dei contenuti e degli ospiti portati in studio: dalla presidente del consiglio al vincitore di Sanremo 2026, passando per magistrati come Nicola Gratteri, giornalisti come Sigfrido Ranucci, politici di ogni schieramento e professionisti dei settori più diversi.

Nell’episodio 54 della seconda stagione, quello con Fanucchi e Giardina, i temi affrontati sono molti. Si parte dalla situazione attuale della stand up comedy, che secondo il comico lucchese sta vivendo un momento particolarmente felice, non solo nelle grandi città ma anche nei piccoli centri. Una fase positiva, dunque, ma non priva di interrogativi, soprattutto se si guarda al rapporto tra comicità e personaggi pubblici, e a quanto oggi si possa ancora scherzare liberamente senza che ogni battuta venga immediatamente trasformata in terreno di scontro. Secondo Fanucchi, c’è poi una differenza sostanziale tra la comicità di oggi e quella del passato: «Non c’è più interesse da parte della comicità a colpire i personaggi politici perché già lo fanno da soli. E di questo passo c’è una polarizzazione: c’è chi la fa in modo libero e aggressivo, senza remore. E poi una che cerca di avere etica nel fare palco. Ma non esiste un parlamento della stand up comedy, esiste quello che fa ridere e quello che non lo fa».

Parlando di politica, Giardina, Fanucchi e i due padroni di casa arrivano a confrontarsi anche sul caso Pucci a Sanremo 2026. «Ci sono state critiche da parte del pubblico, ma è inevitabile che ad alcuni piaccia e ad altri no. Il punto è non farla passare come una battaglia politica di censura. È stata una sua scelta», sottolinea Fanucchi.

Secondo gli ospiti, però, imitare oggi un personaggio politico non è più così interessante. Non perché sia cambiata la comicità, ma perché è cambiato il peso stesso dei personaggi politici nell’immaginario pubblico. «Non sono d’accordo con quello che ha fatto a livello politico, ma Berlusconi è stata una figura davvero importante – spiega il comico lucchese –. Vent’anni di comicità, ci hanno campato tutti su di lui. Adesso, per me, tra imitare Barbero, che è uno storico, e Salvini non c’è paragone: è molto più interessante Barbero, ha un peso diverso».

Con l’avvento dei social, del resto, sono cambiati molti modi di fare le cose: è cambiato il modo di informarsi, di farsi conoscere, di misurare il proprio pubblico. E nella comicità questo cambiamento è stato ancora più evidente. Sono cambiati i tempi di scrittura, i tempi di reazione, i tempi dell’indignazione e persino quelli del “consumo” della battuta. Il contesto è diventato più fragile, mentre il pubblico si è abituato a giudicare in pochi secondi, spesso basandosi soltanto su un video di trenta secondi estrapolato da uno spettacolo di due ore. Allora come si comporta un comico “alla vecchia maniera” in un ecosistema del genere? La risposta di Fanucchi è netta: «Non devi seguire il trend del momento. Io ragiono sulle cose che fanno ridere me, ognuno ha il suo gusto e la sua sensibilità».


 

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