Diretta
Castelnuovo, condannato per danno di immagine ex funzionario
La sentenza della Corte dei conti gli impone 300mila euro di risarcimento a un Comune pisano
CASTELNUOVO. Arriva una seconda condanna della Corte dei conti per Alberto Romei, 60 anni, nato a Castelnuovo Garfagnana, residente a Pisa. L’ex funzionario del Comune di Cascina, la cui posizione a livello penale è stata definita con una sentenza di 3 anni e 8 mesi per peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato, è stato condannato dai giudici contabili a risarcire con 300mila euro il Comune cascinese per danno di immagine. Rimasto contumace nel processo, Romei era già stato raggiunto da un precedente verdetto che gli imponeva di pagare 372mila euro per i danni subiti dal Comune di Cascina (altri 150mila erano stati posti a carico dell’allora dirigente del settore, Gabriella Carrozzo per culpa in vigilando).
Romei si era appropriato di fondi destinati in un primo momento a cooperative impegnate nella gestione degli asili nido e nei progetti speciali con il sistema di chiedere indietro alle responsabili parte dei bonifici liquidati dall’ente per il servizio. Un totale di soldi sottratti stimato in circa 400mila euro. Il raggiro venne interrotto dalla denuncia della giunta Ceccardi nel 2016 e la storia deflagrò sui giornali nel maggio 2017.
«Nel caso di specie, la reiterazione pluriennale delle condotte, l’entità delle somme distratte e la destinazione delle risorse a servizi educativi e sociali hanno determinato una lesione grave e oggettivamente percepibile della credibilità dell’ente locale – si legge nella sentenza –. La risonanza pubblica della vicenda e la posizione funzionale rivestita dal convenuto hanno integrato presunzioni gravi, precise e concordanti circa l’effettivo pregiudizio reputazionale in coerenza con la gravità complessiva della vicenda». L’architettura truffaldina organizzata da Romei prevedeva che il denaro veniva inviato con bonifico sul conto corrente di un’associazione indicata dallo stesso funzionario come riferimento incaricato dal Comune di raccogliere questi soldi, sapendo fin dall’inizio che non sarebbero stati impiegati nel sociale. Somme che poi venivano consegnate a Romei in contanti. Per le convenzioni con gli asili nido, l’impiegato è stato accertato di aver liquidato somme in eccesso alle due associazioni per poi riavere il surplus attraverso le restituzioni di quanto pagato dal Comune in più. Bastava dire che i soldi venivano richiesti per riallineare importi conseguiti a titolo di rimborso dei buoni pasto a favore degli altri asili nido. Per anni il sistema Romei è andato avanti all’insaputa di politici e dirigenti facendo sparire dalle casse comunali almeno 400mila euro. l
