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Lucca

La ricostruzione

Marco Mazzon morto nell'incidente a Castelnuovo: perché guidava il figlio 17enne? La dinamica e il ritratto della vittima

di Luca Tronchetti

	Marco Mazzon e in alto il luogo dell’incidente (dalla Gazzetta del Serchio)
Marco Mazzon e in alto il luogo dell’incidente (dalla Gazzetta del Serchio)

L'uomo aveva lavorato a lungo al forno “Regio Bello” di Maurizio Lemmi ed era stato un apprezzato volontario della Misericordia del Barghigiano

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BARGA. Una comunità sconvolta da una tragedia apparentemente inconcepibile – l’incidente avvenuto ieri mattina poco dopo le 11,30 sulla Statale della Garfagnana in località Volcascio .– costata la vita a un uomo buono e generoso che da ragazzino era arrivato a Barga da Firenze con il padre, assicuratore di origini venete, e la madre stabilendosi nell’abitazione in località Bugliano.

Chi era la vittima

Marco Mazzon, 58 anni, per tutti era il panettiere di Barga. Aveva iniziato un quarto di secolo fa a lavorare per il forno “Regio Bello” di Maurizio Lemmi. Un lavoro pesante con orari notturni, ma capace di dargli grande soddisfazione visto che riforniva un po’ tutta la comunità. Prima di quell’impiego aveva conosciuto una giovane ragazza dell’Est – Alina Dumitru, rumena, che oggi ha 41 anni – e di cui si era innamorato. La coppia era venuta ad abitare proprio nella frazione del barghigiano e dalla loro unione erano nati due figli, che oggi hanno 17 e 15 anni. La coppia poi si era separata, pur mantenendo buoni rapporti, e Alina Dumitru oggi gestisce uno wine bar “Momento di vino” che si trova nel parcheggio davanti alla Porta Reale di Barga.

Impegno nel volontariato

Sino a quando la salute glielo ha permesso Marco Mazzon è stato per lunghi anni impegnato nel fronte del volontariato. La Misericordia del Barghigiano a Fornaci è stata una sorta di seconda casa. E appresa le drammatiche circostanze del suo decesso i volontari lo hanno ricordato con un post su Fb: «È con profondo dolore e dispiacere che annunciamo la scomparsa, in un terribile incidente stradale, del nostro amico e volontario Marco Mazzon». In sede alcuni amici della vittima lo ricordano nella sua attività all’interno gruppo: «Era una persona attiva: solare e pronta sempre a spendersi per gli altri. All’interno della Misericordia si occupava del settore sociale. In particolare andava a prendere i ragazzi disabili e li portava nei centri per svolgere attività riabilitativa e lo stesso faceva per le persone in dialisi che caricava sul mezzo della Misericordia e le accompagnava in ospedale. Aveva sempre una parola buona e gentile con tutti. Da qualche anno aveva cessato di svolgere il servizio per motivi di salute».

Un percorso a ostacoli

Marco Mazzon non ha avuto una vita facile e in più di una circostanza il destino gli è stato avverso. Molti anni fa mentre lavorava nella ristrutturazione della sua abitazione ebbe un incidente che lo costrinse a un periodo di inattività. E nel 2009 ebbe un serio problema di natura cardiaca che lo costrinse a un ricovero prima all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo e poi all’ospedale di Cisanello a Pisa. Un periodo complicato che era riuscito a superare con forza di volontà e a ritornare alla vita attiva.

L’incidente stradale

Sul decesso dell’ex panificatore è stata aperta un’inchiesta e la polizia municipale di Castelnuovo, che ha effettuato i rilievi di legge, lunedì invierà gli atti al sostituto procuratore Laura Guidotti per gli adempimenti del caso. Un medico legale verrà incaricato di effettuare un riscontro diagnostico (probabilmente l’esame autoptico) per chiarire se le lesioni riportate nel sinistro dal padre di due figli sono compatibili con il decesso. Una volta chiarito che alla guida della Ford Focus c’era il figlio maggiore – che ha compiuto 17 anni, ma che non poteva condurre la vettura (non era in possesso di foglio rosa che permette di stare al volante con accanto una persona patentata) – il fascicolo verrà trasmesso alla procura dei minori con l’accusa di omicidio stradale di cui è penalmente responsabile mentre a livello civilistico rispondono i genitori (culpa in vigilando) per incauto affidamento del veicolo. 
 

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