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La Toscana nei file segreti di Epstein: ecco le mail che rivelano l’interesse per la villa da sogno – «Sarà troppo tardi...»

di Luca Cinotti

	Jeffrey Epstein e la villa che voleva comprare in Toscana 
Jeffrey Epstein e la villa che voleva comprare in Toscana 

Il finanziere pedofilo voleva acquistare Villa Reale: gli scambi di lettere e chi erano i suoi uomini di fiducia

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LUCCCA. Marlia. Dicembre 2012: due uomini sbarcano all’aeroporto di Pisa. Noleggiano un’auto e si dirigono verso Lucca. Sono diretti a Marlia, per un sopralluogo alla Villa Reale. Da qualche anno la grande dimora che appartenne a Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone, è sul mercato. E quei due uomini sono lì proprio per capire se possono essere interessati all’acquisto. Sono, però, solo dei rappresentanti. Perché a mandarli lì è stato Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo che sarebbe morto suicida in carcere nel 2019 e la cui ombra si allunga pesante, in questi mesi, sulla politica americana e lambisce la Casa Bianca.

Gli “Epstein file” e l’interesse per Villa Reale

La vicenda – totalmente inedita – emerge dagli “Epstein file”: i milioni di documenti che il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha desecretato e resi disponibili. Mail, foto, rapporti e molto altro che stanno facendo tremare i potenti del mondo e che, in una piccola loro piega, nascondono anche l’interessamento (poi non andato a buon fine) di Epstein per la villa di Marlia.

Il contesto del 2012 e la situazione della proprietà

Nel 2012 Epstein è già stato toccato da una vicenda di traffico di ragazzine, ma se l’è cavata confessando e scontando 13 mesi di carcere. È ricco, anzi ricchissimo. E fra i suoi interessi ci sono quelli immobiliari. Sull’altro versante la famiglia romana dei Pecci Blunt ha da tempo deciso di disfarsi del complesso di Marlia, acquistato nel lontano 1923: troppo pesanti gli oneri i costi delle manutenzioni per un bene dall’enorme valore storico e artistico.

Il ruolo di Richard Steeve Giraud

A mettere in relazione i Pecci Blunt ed Epstein è Richard Steeve Giraud, uno specialista delle vendite immobiliari di altissimo livello, che opera tra Londra e Parigi e conosce bene Epstein. Il 24 novembre del 2012 Giraud invia una mail al finanziere, proponendogli l’acquisto di villa Reale: «Caro Jeffrey – si legge – questa è la casa della sorella di Napoleone. Cinque anni fa è stata messa sul mercato con una richiesta di 65 milioni di euro. Due anni fa la richiesta è stata ridotta a 45 milioni e ora la proprietà ha avuto un’offerta per 10 milioni. Penso sia un’opportunità molto buona per fare un’offerta migliore. Ho visitato la casa tre settimane fa ed è davvero una fantastica proprietà reale. Fammi sapere al più presto se sei interessato o meno. È certamente la più bella villa in Toscana». Allegata alla mail c’è una serie di documenti: la storia, le volumetrie, le planimetrie della villa padronale nonché delle altre due che costituiscono il complesso, la villa del Vescovo e la palazzina dell’Orologio.

L’interesse cresce: le mail dei giorni successivi

Nei giorni successivi Giraud invia altro materiale ad Epstein, catturando il suo interesse. Il 3 dicembre è un lunedì e dalla casella di posta del finanziere parte una mail diretta all’immobiliarista: «Posso mandare qualcuno a vedere la villa domani o mercoledì. Ho bisogno di controllare l’interno, i danni dell’umidità, il riscaldamento, i soffitti, le cucine, eccetera».

Il coinvolgimento dell’architetto Guido Ciompi

A questo punto la vicenda prende un’accelerazione. Soprattutto da parte di Giraud che – come ogni agente immobiliare che si rispetti – cerca di battere il ferro quando è caldo. Propone agli inviati di Epstein di mettersi in contatto con un suo amico, l’architetto fiorentino Guido Ciompi, che ben conosce la villa e che sarebbe stato presente all’incontro. Poi rivolge l’invito allo stesso finanziere, che però puntualizza che Ciompi non gli ha risposto al telefono.

Il 4 dicembre: l’arrivo in Toscana e la corsa contro il tempo

Si arriva così al 4 dicembre, quando gli assistenti di Epstein arrivano in Toscana. Proprio in quel giorno, però, da Giraud parte una mail allarmata a Epstein: spiega di aver parlato con Ciompi per spiegare che Epstein avrebbe mandato dei “delegati” ma, soprattutto, comunica che l’acquirente che aveva messo sul piatto l’offerta da 10 milioni si sarebbe presentato il giorno successivo, giovedì 5, per depositare la caparra al notaio: «A quel punto sarà troppo tardi», dice. E poi fa pressione sul finanziere: «Mi dispiace insistere, ma se sei davvero interessato dovresti venire di persona e non perdere l’occasione di acquistare la villa a un prezzo così basso. Oggi il proprietario andrà a portar via i suoi beni personali, visto che il 99% degli arredi è incluso nel prezzo. È davvero la miglior casa in Toscana con un’origine reale e si trova nell’area migliore. Il prezzo è davvero sotto il valore».

La risposta secca di Epstein

A questo punto Epstein risponde seccamente: «Steve, non ho tempo. Se avessi saputo della “deadline” di giovedì prima che i miei due assistenti fossero già sull’aeroplano».

La trattativa sfuma

La storia ci racconta come finì la corsa. La possibile intesa tra i Pecci Blunt ed Epstein sfumò.

Il futuro della Villa Reale

Tra 2014 e 2015 il grande complesso con il suo parco da sogno passò in mano ai proprietari attuali, gli imprenditori di cittadinanza svizzera Marina Gronberg e Paul Heric, che nell’arco di dieci anni hanno investito decine di milioni nel recupero degli immobili trasformandolo in un dei punti d’attrazione principale del turismo nella Piana Lucchese.

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