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Padre, madre e i due figli uccisi dal monossido a Porcari: i sogni spezzati nella casa del nuovo inizio – Chi erano le vittime

di Redazione web

	La famiglia Kola in una foto da Facebook di qualche anno fa
La famiglia Kola in una foto da Facebook di qualche anno fa

Arti e Jonida si erano trasferiti nell’abitazione di via Galgani da pochi mesi insieme ai figli Hajdar e Xhesika, dopo aver fatto dei lavori di ristrutturazione. Il sindaco: «Una disgrazia grande»

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PORCARI. Li hanno trovati riversi sul pavimento, al secondo piano di quella che era diventata la loro casa. Arti Kola, 48 anni e Jonida, 43, originari dell’Albania avevano deciso di vivere a Porcari dove si erano trasferiti insieme ai loro figli Hajdar 22 anni e Xhesika, studentessa di 15 anni. Tutti e quattro sono stati strappati alla vita poco prima delle 22 di mercoledì 4 febbraio, in quella casa di via Galgani a Rughi dove il monossido di carbonio, sprigionato da una caldaia malfunzionante, non ha lasciato scampo.

La nuova casa

Un’intera famiglia distrutta proprio dove si sentiva al sicuro. La casa l’avevano acquistata qualche anno fa, ma ci vivevano solo da pochi mesi dopo aver fatto dei lavori. Prima abitavano lungo la Pesciatina, tra Gragnano e Lappato. «Una disgrazia grande» ha detto il sindaco di Porcari, Leonardo Fornaciari. E oggi per la comunità è un giorno (di dolore e silenzio. 

(I vigili del fuoco sul luogo della tragedia e una delle vittime, Hajdar Kola)

Chi erano le vittime

Arti Kola, 48 anni, era un verniciatore mentre la moglie Jonida era casalinga. Hajdar invece era un elettricista che lavorava in un’azienda elettromeccanica di Porcari: «Un bravo ragazzo, grande lavoratore», racconta chi lo conosceva.

Il monossido killer 

L’allarme è scattato intorno alle 22 di mercoledì 4 febbraio. Il fratello di Arti Kola è il primo ad arrivare nella casa di via Galgani. Entra e fa la terribile scoperta: i corpi sono tutti al secondo piano, per terra. In un attimo il monossido stordisce anche lui, si sente svenire, cade e sbatte la testa. Una volta entrati nell'appartamento, i soccorritori si sono trovati di fronte a una scena drammatica: i corpi dei quattro familiari erano già privi di vita. Ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Arrivano anche i carabinieri che si precipitano dentro l’abitazione. Tre di loro rimangono lievemente intossicati. Il fratello della vittima viene portato in ospedale in codice rosso.

Secondo i primi accertamenti, l'origine delle esalazioni sarebbe accidentale. Un difetto della caldaia avrebbe provocato la fuoriuscita del monossido di carbonio, gas inodore e altamente letale.

Il dolore della comunità

«Una disgrazia grande è accaduta nel nostro paese – ha detto il sindaco Leonardo Fornaciari – Una famiglia intera, la famiglia Kola, ha perso la vita in casa probabilmente, e le indagini poi faranno chiarezza, a causa del monossido di carbonio sprigionato dalla caldaia. Il padre Arti, la madre Jonida con i loro due figli, Hajdar di 22 anni e Xhesika di 15. Siamo tutti frastornati e addolorati da questo evento tragico che mi ha richiamato subito alla mente la tragedia della famiglia Malanca anche quella accaduta a febbraio del 1992. La nostra comunità, si stringe unita intorno a parenti e amici in un abbraccio ideale per questo lutto grave che ha colpito Porcari. Riposino in pace, tutti insieme».

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