Lucca, mancati incassi alla Metro Srl: chi è l'ex funzionaria licenziata
Rigettato dalla Cassazione il ricorso della donna allontanata nel 2020
LUCCA. Definitivo il licenziamento di un’ex funzionaria di Metro Srl (ora Lucca Plus) accusata di una serie di irregolarità contabili e gestionali capaci di arrecare un danno, per mancato incasso, di decine di migliaia di euro.
Allontanata il 30 aprile 2020, Luciana Menichetti, 62 anni, dopo aver impugnato l’atto, con cui era stata messa alla porta, in primo e secondo grado è arrivata fino in Cassazione.
I giudici della Suprema Corte hanno rigettato il ricorso condannandola a pagare oltre 5mila euro di spese legali.
Il provvedimento adottato dalla società di parcheggi e accoglienza per i giudici di legittimità è stato ritenuto fondato.
Nelle contestazioni a livello civile non c’era stato un riferimento esplicito all’appropriazione di soldi da parte di Menichetti quando era in Itinera.
Quello che viene sottolineato è un comportamento irregolare «non dovuto a distrazione o negligenza, ma a operazioni – annullamenti e nuove emissioni – necessariamente poste in essere in modo intenzionale e dalle quali deriva il mancato incasso di somme, non irrilevanti, per la società».
Nelle lettere di contestazione disciplinare, base del successivo licenziamento, uno degli aspetti evidenziati era quello dell’annullamento di registrazioni concernenti emissioni di ticket bus senza la necessaria emissione di un nuovo ticket corretto. «I dipendenti addetti all’ufficio avevano riscontrato numerosi annullamenti di ticket emessi – con pagamento del costo – senza preavviso e a loro insaputa – si legge nella sentenza d’appello – . Viene contestato (a Menichetti, ndr) di non avere verificato gli incassi, gli annullamenti e la loro motivazione.
In numerose occasioni avrebbe ritirato direttamente gli incassi con procedura inusuale e ingiustificata. In questi casi, l’annullamento del ticket compariva dopo che aveva ritirato gli incassi.
Per i giudici d’appello, la cui sentenza viene confermata dalla Cassazione, «siamo in presenza di acclarate e prolungate irregolarità nel funzionamento dell’ufficio del quale (Menichetti, ndr) aveva la responsabilità. È emerso, senza incertezze, che le numerose anomalie si sono verificate sotto la sua responsabilità e che molte di esse sono state compiute direttamente dalla sua utenza personale. Del resto, dal momento che non viene contestata espressamente l’appropriazione delle somme derivanti da queste operazioni irregolari, si deve ritenere che anche quelle non direttamente riferibili alla sua utenza personale ben possano e debbano a lei essere imputate, quantomeno sotto forma di omesso controllo e vigilanza».
Tra le contestazioni «l’emissione di tickets aggiuntivi senza che nel sistema fosse registrato il pagamento dei corrispettivi dovuti.
C’è poi la parte della cancellazione documentale con la funzionaria che «avrebbe ordinato ai suoi sottoposti e a due stagiste di distruggere le prime note relative ad Itinera e cioè agli anni antecedenti la fusione con la Metro, ovvero le ricevute di presa in carico di denaro contante rilasciato dall’istituto di vigilanza, gli scontrini pos, la stampa della giornata ed altri documenti; in quell’occasione la Menichetti avrebbe selezionato la documentazione da distruggere e fra questa ci sarebbero state le prime note con tutti gli allegati, in violazione delle regole di conservazione della documentazione da protrarsi per dieci anni».
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