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Condannato

«Ciao» e poi l’incubo: chi è il meccanico di Pisa che ha costretto a prostituirsi una donna conosciuta online – Le minacce e le botte

di Luca Tronchetti

	La donna era costretta a prostuirsi e poi picchiata (Foto di repertorio)
La donna era costretta a prostuirsi e poi picchiata (Foto di repertorio)

Un soggetto che, per gli inquirenti, avrebbe «un elevato grado di pericolosità e dalla personalità priva di freni inibitori tanto da agire con crudeltà e sadismo»

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LUCCA. Finisce l’inferno in terra per un’operaia lucchese di 32 anni, assistita dall’avvocato Elena Tori, costretta per mesi a violenze fisiche e verbali da un quarantenne ex meccanico residente a Pisa e conosciuto attraverso la rete. Il giudice dell’udienza preliminare Nunzia Castellano ha condannato, con rito abbreviato, l’aguzzino della vittima delle violenze (protrattesi da agosto a ottobre 2024) alla pena di nove anni e quattro mesi di reclusione, all’interdizione perpetua dei pubblici uffici e al risarcimento del danno di 50mila euro alla parte lesa. Si tratta di Matteo Di Sacco, 40 anni, che nel marzo 2012 era stato condannato in Appello a Firenze a tre anni e mezzo per violenza sessuale e sequestro di persona nei confronti di un’altra donna: l’ex fidanzata, una ventenne di Cascina, presa in ostaggio per quasi tutta la notte di un’ antivigilia di Natale e che nel dibattimento si costituì parte civile ottenendo una provvisionale di 40mila euro. Nel caso delle violenze sessuali alla trentaduenne lucchese, il sostituto procuratore, Lydia Pagnini, aveva chiesto per l’imputato 11 anni complessivi che, in base alla riduzione di un terzo della pena per il rito, sarebbero stati sette. Il gip evidentemente ha ritenuto di non prendere in esame alcuni benefici di legge in considerazione della recidività dell’ex meccanico. Il quarantenne, tra l’altro, è stato tradotto in aula dalla polizia penitenziaria in quanto detenuto – dopo che precedentemente aveva ottenuto un’attenuazione della misura cautelare trasformata in arresti domiciliari – per reati commessi ai danni di un’altra donna (una cinquantenne lucchese) proprio mentre era in regime di domiciliari.

Le accuse

L’ex meccanico era accusato di aver filmato la giovane donna lucchese durante un rapporto sessuale minacciando di divulgare il video al datore di lavoro, ai colleghi e ai suoi genitori e infine costretta a prostituirsi per lui nella zona di Ospedaletto che, in pratica, era diventato il suo protettore fissando persino gli appuntamenti con i clienti.

L’incontro in rete

Galeotto fu l’incontro avvenuto su “Facebook Dating”. La giovane operaia s’innamorò di quell’uomo, apparentemente dai modi gentili, nonostante l’autorità giudiziaria gli avesse applicato il braccialetto elettronico. L’ex meccanico, in virtù di una buona dialettica, era riuscito a far credere alla donna lucchese di essere vittima di una persecuzione da parte della polizia e della magistratura. Un soggetto che, per gli inquirenti, avrebbe «un elevato grado di pericolosità e dalla personalità priva di freni inibitori tanto da agire con crudeltà e sadismo».

Persecuzione

Dopo aver filmato un video hard che la vedeva protagonista, il quarantenne pisano avrebbe sottoposto la giovane operaia a una serie di umiliazioni consistite, tra l’altro, nello spegnere sui glutei una trentina di mozziconi di sigarette e nel colare cera bollente sulla schiena. Dopo averla completamente soggiogata l’avrebbe costretta a prostituirsi fissando gli appuntamenti attraverso un sito d’incontri sessuali a pagamento con uomini di tutte le età, seguendola con l’auto, stabilendo le tariffe, cronometrando il tempo delle prestazioni per poi percuoterla e impossessarsi della metà dei soldi, a volte cifre superiori ai 5000 euro, ricevuti dai clienti.

Fine dell’incubo

A metà settembre 2024 la giovane donna ha trovato la forza di denunciare le violenze, i soprusi e le angherie ai genitori e ai carabinieri. Solo così l’ex meccanico a ottobre venne sottoposto a custodia cautelare. 

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