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Livorno e la sua ludoteca per i bimbi speciali: "Aiutateci a far crescere il servizio" 

di Francesca Suggi
Livorno e la sua ludoteca per i bimbi speciali: "Aiutateci a far crescere il servizio"&nbsp;<br>

Il progetto di Volare senz' ali: "Noi famiglie abbiamo colmato una lacuna in città, abbiamo tante richieste"

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LIVORNO Serve uno spazio speciale. Per giocare. Conoscersi. Incontrarsi dolcemente. E quello c’è, in via Ascoli, quartiere Fabbricotti. Ovviamente è fondamentale che ci siano Mary Poppins altrettanto magiche e preparate. Non una, due. Ma almeno quattro per far crescere la “Ludoteca che non c’era”. Da un anno, infatti, c’è. È diventata realtà grazie alla dedizione e all’impegno dell’associazione Volare senz’ali.

«Abbiamo tante richieste e non riusciamo a soddisfarle: la “Ludoteca che non c’era” è un progetto educativo rivolto a bambini con gravissime e pluridisabilità, nato per rispondere alla mancanza di spazi ludici realmente accessibili e progettati sui loro bisogni. Siamo partiti lo scorso anno nella sede di via Ascoli, due volte a settimana, riuscendo ad accogliere sei bambini, ma non basta», fa il punto Francesca Silvestri, la presidente del gruppo nato nel 2005 dal coraggio e dalla determinazione di famiglie che si sono trovate ad affrontare un carico di vita enorme, quello della gravissima disabilità dei propri figli, in un contesto territoriale che non offriva risposte adeguate. Come quella di uno spazio gioco per i loro figli che abbracciasse i loro bisogni speciali.

Diritto al gioco per tutti

L’associazione Volare senz’ali lancia un appello di solidarietà alla città tutta. Una unione di forze per permettere a più bambini speciali di poter beneficiare di questo servizio completamente gratuito per le famiglie. «Perché crediamo che tutti i bambini debbano poter accedere a occasioni di gioco e socialità, indipendentemente dalle possibilità economiche dei genitori», rilancia la presidente.

La cifra da raccogliere per raddoppiare il servizio si aggira intorno ai 15mila euro. Nei prossimi giorni già due realtà cittadine organizzano eventi solidali a sostegno sia di questo progetto che della manifestazione In cammino con noi.

Una lacuna in città

Il progetto nasce un anno fa sotto la spinta di una necessità da parte di tante famiglie. Quella di poter beneficiare di uno spazio “gioco” E andare a colmare una lacuna in città. Come sottolineano dall’associazione, infatti «nel nostro territorio ancora oggi non esistono strutture in grado di accogliere questi ragazzi e di organizzare attività a loro dedicate, con attrezzature e personale specializzato che adottino metodi e approcci fondamentali per il loro benessere, come la stimolazione basale e le stimolazioni sensoriali. Da qui l’iniziativa dell’associazione di avviare una combinazione di laboratori e progetti integrativi al tempo scuola, con l’obiettivo di supportare sia i bambini sia le loro famiglie». Ad oggi il servizio si divide in 6 ore ripartite in due pomeriggi, il lunedì e il giovedì per tutto l’anno. Un’ora a bambino e un’uscita mensile di due ore.

Le richieste aumentano

«Sarebbe ottimo riuscire a garantire il servizio per 4 pomeriggi, invece degli attuali due: ci sarebbero famiglie che vorrebbero portare i loro bambini, ma le nostre possibilità ad oggi non ce lo permettono visto che per ogni terapia individuale servono due operatrici», va ancora nei dettagli Silvestri.

Il progetto propone laboratori educativi realizzati da un’equipe multidisciplinare specializzata in Stimolazione Basale, con incontri settimanali individualizzati e uscite periodiche dedicate ai bambini e alle loro famiglie.

Le attività integrano Stimolazione Basale, approccio Snoezelen, stimolazione sensoriale e gioco adattato, creando un ambiente accogliente e multisensoriale in cui ogni bambino possa sperimentare relazioni significative, benessere e occasioni di apprendimento attraverso il corpo e i sensi.

La presidente chiude sottolineando lo scopo e il significato del progetto che vuole crescere: «Restituire ai bambini un tempo di gioia, scoperta e relazione, offrire esperienze di gioco significative e personalizzate, promuovere la relazione educativa attraverso il contatto e l’ascolto profondo, sostenere la regolazione corporea, sensoriale ed emotiva e costruire legami positivi tra famiglie e associazione, favorendo reti informali di supporto tra genitori». l

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