Il Tirreno

Livorno

La protesta

Livorno, occupati l’Enriques e il Niccolini-Palli, striscioni all’Orlando: le barricate e cosa può accadere negli altri istituti cittadini

di Claudia Guarino

	A sx l'occupazione al Palli, a dx all'Enriques 
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A sx l'occupazione al Palli, a dx all'Enriques 

Il Cecioni ha fatto da apripista lunedì mattina, a seguire le altre tre scuole superiori: oggi il mirino è fissato su Iti Galilei e Buontalenti: «Non agiamo contro la scuola, ma per la scuola»

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LIVORNO. Quando i ragazzi sono entrati all’Enriques erano le 6 di mattina. Hanno forzato una porta ed è scattato l’allarme. Poi hanno blindato l’ingresso coi pancali e si sono chiusi dentro. Poco dopo da una finestra dell’Orlando è spuntato il cartello “Occupato” e due striscioni simili sono stati affissi al cancello nella sede del Niccolini – Palli in via Ernesto Rossi. Ma non è tutto. Perché nel corso della giornata ha cominciato a serpeggiare una voce: «Domani (oggi, ndr)  tocca anche all’Iti». E anche: «Pure al Buontalenti». E così, col Cecioni a fare da apripista, l’ondata di manifestazioni studentesche si è diffusa anche in città. I nostri giovani, associandosi anche alle più generali proteste contro il caro vita, chiedono miglioramenti per le singole scuole, sia a livello di edifici che di formazione. Chiedono strutture più salubri e programmi più mirati. Chiedono, sostanzialmente, di essere ascoltati. «È bene chiarire – dicono – che non agiamo contro la scuola, ma per la scuola».

Enriques

Tutto è iniziato lunedì, con l’occupazione del liceo Cecioni da parte di duemila studenti. «Siamo qui – hanno comunicato i ragazzi – per esprimere la rabbia e la frustrazione che ci portiamo dentro, a causa di un sistema oppressivo, che ogni giorno tenta sempre di più di alienare lo studente». All’alba del giorno dopo la stessa cosa è accaduta in via della Bassata, quando un gruppo di studenti (e a quanto pare anche di persone esterne alla scuola) è entrato nell’Enriques forzando una porta e sbarrando l’ingresso dall’interno. «Precisiamo che l’occupazione non è stata organizzata dai rappresentanti di istituto, ma è stata un’iniziativa di alcuni studenti – dicono i rappresentanti dell’Enriques –. Noi, d’altra parte, non ci tiriamo indietro di fronte alle richieste d’aiuto». Tutto ciò si tradurrà in un programma di iniziative da realizzare col supporto di professionisti e associazioni, oltre che degli stessi docenti, qualora rispondessero positivamente.

Orlando e Iti

A iniziative simili stanno lavorando anche i ragazzi dell’Orlando e del Niccolini – Palli. I primi, dopo aver occupato, in mattinata, un’ala della scuola, pare che abbiano optato per una linea più soft. «I rappresentanti degli studenti hanno dialogato con noi – spiega il preside Carmine Villani – ed è stato concordato un periodo di autogestione, che prenderà il via domani (oggi, ndr)». Lezioni regolari, invece, si sono svolte al Buontalenti e al Cappellini, così come all’Iti Galilei. Almeno ieri mattina. Perché, per quanto riguarda Iti e Buontalenti, nel pomeriggio ha iniziato a serpeggiare la possibilità di un’occupazione da oggi. Al Niccolini - Palli, invece, dopo l’assemblea di ieri pomeriggio, gli studenti hanno deciso di proseguire con l’occupazione.

«Occupazione»

«La scuola è occupata e lo rimarrà fino al momento in cui gli studenti non saranno stati ascoltati e dei cambiamenti effettuati. L’obiettivo ultimo della nostra protesta è la richiesta di stanziamento di fondi da parte degli enti competenti per porre rimedio alle carenze strutturali degli edifici scolastici. Visto il mancato ascolto di tali richieste, già segnalate, intraprendere una forma di protesta ancora più impegnata ci è sembrato doveroso e necessario al fine di garantire anche alle future generazioni un’istruzione di livello e di qualità». Le parole sono dei ragazzi dell’Enriques, ma il cuore del messaggio è condiviso anche dagli studenti delle altre scuole che hanno deciso di prendere parte alla protesta. 

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