Tragedia
Livorno, asta deserta per il Grand hotel Corallo: fallita la prima vendita a 6,8 milioni
Il maxi complesso di piazza Dante, accanto alle Terme, è chiuso dal 2013
LIVORNO. Nessuna offerta. È tutto da rifare. Come c’era da aspettarsi, il primo tentativo di vendita dell’ex Grand Hotel Corallo non è andato a buon fine. L’asta di venerdì è andata deserta, come si legge ora su Gobidreal.it, la piattaforma di Gobid International Auction Group, che è stato delegato dal tribunale fallimentare di Roma alla vendita del gigantesco complesso livornese.
Lo storico edificio che si affaccia su piazza Dante e sulle Terme del Corallo rientra infatti nella procedura di liquidazione giudiziale della Rovimmobiliare srl. E la scorsa settimana è finito per la prima volta all’asta a sei milioni e 820mila euro.
La prima procedura si è appena chiusa e per ora non sono state fissate nuove date. Starà al curatore del bene confrontarsi con il giudice e decidere come e quando procedere. È possibile che l’edificio torni all’asta con un prezzo ribassato del 15-20 per cento.
È un gioiello da recuperare l’ex Grand Hotel Corallo, chiuso ormai da quasi quindici anni. Testimonianza della Livorno dei primi del Novecento, negli anni Settanta ha subito una trasformazione interna che ha comunque risparmiato il fascino della facciata e di molti spazi affacciati sui giardini interni.
Come si legge nell’avviso di vendita all’asta, il complesso immobiliare, ad uso terziario-direzionale, si sviluppa su sette livelli (seminterrato, piano terra e cinque piani superiori) ed è grande qualcosa come 10mila metri quadri lordi coperti. «Storicamente noto come Terminus Grand Hotel Corallo – viene ricordato – l’edificio in stile liberty offre 55 unità immobiliari ad uso ufficio, 2 ampi spazi commerciali, un grande parco privato di 6.400 metri quadri e 92 posti auto scoperti».
Costruito all’inizio del Novecento e venuto fuori dalla penna di Angiolo Badaloni (così come le vicine Terme o il Mercato Centrale delle Vettovaglie), l’Hotel Corallo era nato come albergo di prestigio a servizio dello stabilimento termale Acque della Salute. «Il suo pregio in stile Art Nouveau – è la storia ricordata nelle pagine che hanno accompagnato la prima asta – era tale da essere menzionato in famose guide europee come "The gourmet’s guide to Europe" del 1908 come hotel di prima classe».
Con le guerre l’albergo iniziò però un lento declino, fino ai primi anni Settanta, quando nel tentativo di adeguarlo alle richieste del mercato di quel tempo, fu trasformato in un centro per attività direzionali, con corridoi pieni di uffici.
È rimasto aperto fino al 2013, poi è finito in un graduale stato di abbandono, come raccontano le cronache degli ultimi anni. Lo scorso anno è tornato al centro del dibattito in consiglio comunale, dopo la denuncia di un residente della zona, aggredito in casa da due ladri "ospiti" dell’ex albergo vuoto. Poco prima un uomo senza fissa dimora era stato trovato senza vita in una delle stanze al primo piano.
Ora tutto il complesso, sottoposto a vincolo storico-artistico, è in attesa di riscrivere la propria storia.
Nel recente passato ci sono già stati tentativi di vendita, non all’asta. Nel 2013 il complesso era arrivato a valere 16 milioni di euro. Qualche anno più tardi, come già raccontato dal Tirreno, la Lionard luxury real estate, agenzia immobiliare con base nel capoluogo toscano, a Firenze, lo aveva messo in vetrina tra i beni di super lusso. Un’agenzia immobiliare romana lo aveva poi proposto in vendita a 13 milioni di euro, scesi a 7 milioni nel 2023.
Ora ecco la prima asta andata deserta. In attesa di una storia nuova.
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