Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Una donna al lavoro per le donne, la politica livornese piange Donatella Fornaciari

di Juna Goti
Da sinistra: Tania Cintelli, Livia Turco e Donatella Fornaciari
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Da sinistra: Tania Cintelli, Livia Turco e Donatella Fornaciari

Volto del Pd, aveva contribuito a rifondare la Conferenza delle Donne Democratiche. Messaggi di cordoglio da parte di tutto il partito: «Ha dato il via a una stagione di battaglie»

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LIVORNO. Non si scambino l’educazione, la cultura, i tratti gentili e i modi discreti per arrendevolezza. Perché Donatella Fornaciari era tutto tranne che arrendevole. Era una tosta, tenace, anche severa quando serviva. Battagliera. Perché le donne, di qualunque schieramento, in politica di battaglie ne hanno dovute portare avanti parecchie. E lei della politica al femminile era una tenace interprete, una pioniera.

Donatella Fornaciari è scomparsa ieri, 24 ottobre, a 78 anni. Era molto conosciuta nel mondo della politica, non solo livornese. Da anni impegnata, in particolare, nel percorso di rinascita, prima, e di crescita, poi, della Conferenza delle donne Dem.

Il cordoglio del mondo della politica

Non è un caso che il Partito democratico ieri sia intervenuto a tutti i livelli per darle l’ultimo saluto. Il Pd toscano, la Federazione di Livorno e l’Unione comunale si sono stretti intorno alla famiglia con una nota congiunta a firma del segretario regionale e parlamentare Emiliano Fossi, del segretario territoriale e consigliere regionale Alessandro Franchi e del segretario comunale Alberto Brilli. «Donatella – hanno ricordato – faceva parte della Commissione di garanzia del Pd toscano e della Conferenza nazionale e regionale delle Donne Democratiche. Vicina al compianto Giorgio Kutufà, aveva contribuito al percorso della Conferenza nazionale delle Donne Dem, organismo del Pd, dedicando negli ultimi sette anni energie e determinazione a una sfida importante: riattivarla in Toscana e a livello nazionale, ricostruendo relazioni e modelli di partecipazione democratica per le donne in tutta Italia». «Ha interpretato la politica come impegno concreto, generoso e disinteressato – hanno ricordato – guidata dalla convinzione che fosse necessario battersi contro ogni ingiustizia».

La Conferenza delle donne

Tra le colleghe di partito in parecchie raccontano di quando da Livorno si mise al volante e macinò chilometri in tutta la Toscana e oltre per rilanciare, grazie alla sua rete di contatti, la Conferenza delle donne.

«Era una donna di grande cultura, di stile, che sapeva tessere relazioni, se siamo radicate a Livorno e in Toscana è grazie a lei», ripete Rita Villani, portavoce delle Donne Dem livornesi: «Avevamo una storia politica diversa, lei veniva dalla Dc, dalla Margherita, ma aveva un impianto laico e sapeva parlare a tutte e per tutte». «Era una mamma straordinaria – ricorda ancora commossa – e in qualche modo è stata una mamma politica anche per noi, sempre presente, attenta, anche severa nelle battaglie».

Commosso il saluto della Conferenza delle Donne Democratiche della Toscana: «Come si fa a non essere sopraffatte dal dolore? La nostra Donatella ci ha lasciate. Lo ha fatto come sapeva fare le cose lei, senza chiedere il permesso a nessuno, facendo a modo suo, con il cuore ancora pieno di cose da fare e da dire, con quella ferma convinzione che esiste un solo modo per affrontare le cose, farle». E ancora: a lei «va il merito di aver ricostruito la Conferenza, di averla resa quella che è oggi, di aver dato vita a una stagione femminile e femminista in Toscana e nel Paese quando farlo non era conveniente, non era facile e non era affatto scontato. Ha immaginato quello che ancora non c’era e ha lavorato perché diventasse realtà».

Roberta Mori, portavoce nazionale della Conferenza, la descrive come una «democratica appassionata, femminista instancabile, compagna di tante battaglie e presenza preziosa per tutte noi, una guida affettuosa, capace di unire la forza delle proprie convinzioni alla tenerezza delle relazioni». Negli ultimi sette anni è riuscita a coinvolgere, solo in Toscana, oltre 1.200 donne.

I commenti

Così ieri una pioggia di commenti ha accompagnato la sua scomparsa. Tra quanti l’hanno ricordata forte senza bisogno di mettersi in mostra, autorevole senza dover gridare.

«Se ne è andata una donna speciale, colta, volutamente semplice, forte, dirigente politica capace di combattere e di dannarsi l’anima con una determinazione incrollabile, perché le donne del partito e non solo avessero uno spazio autonomo, riconosciuto», ripete l’ex parlamentare Anna Maria Biricotti: «Donatella, cosa rara e fantastica, senza nulla chiedere ha centrato l’obiettivo e oggi la Conferenza delle Donne Dem, di cui è stata una delle più fattive promotrici anche a livello nazionale e a cui ha dedicato mente e cuore, è una realtà viva».

«Tante – ricorda Biricotti – sono le donne che ha avvicinato, ispirato, guidato, in qualche modo protetto. Ha aiutato tutte a mettere in gioco se stesse e i propri talenti e a contribuire ad acquisire la capacità di sfondare, finalmente, il tetto di cristallo. La sua voce libera e forte non c’è più, ma ha gridato tanto forte che è diventata un monito, l’indicazione della strada da percorrere ».

Tanti i messaggi anche dal mondo delle istituzioni. Tra le prime a scrivere la consigliera comunale e componente della Conferenza Dem, Cristina Lucetti: «L’ho conosciuta quando muovevo i miei primi passi in politica, mi colpirono la sua modernità di pensiero e la sua attenzione costante verso le questioni femminili. La sua presenza attiva e determinata ha rappresentato per molte di noi, impegnate in politica, un riferimento sicuro. Le battaglie che ha portato avanti hanno contribuito a una rivoluzione politica e culturale che continua a crescere e che nessuno può riportare indietro».

Negli ultimi anni Fornaciari ha combattuto a testa alta contro la malattia. Vedova del cardiologo Mario Marzilli, scomparso pochi mesi fa, a marzo, lascia tre figli, Alessandra, Francesco e Giuseppe. «Ci teniamo a ringraziare tutto il personale del reparto di oncologia, delle cure palliative e anche di pneumologia», ripete la figlia Alessandra. Chi desidera darle l’ultimo saluto potrà farlo alle salette del commiato della Svs, al cimitero dei Lupi, oggi fino alle 18 e domani fino alle 15, quando è prevista la benedizione di don Paolo Razzauti, prima della cremazione. 

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