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Il fatto

Livorno, rapinato della valigetta con mille euro mentre è in auto

di Stefano Taglione
Una volante della polizia (foto d'archivio)
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Una volante della polizia (foto d'archivio)

Il racconto dell’uomo alla polizia, che dopo essere intervenuta con le volanti ha avviato le indagini con la Squadra mobile

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LIVORNO. Lo avrebbero caricato in macchina e rapinato di una valigetta con all’interno mille euro. È questo il racconto che un cittadino tunisino ha reso domenica 11 ottobre agli agenti della polizia di Stato intervenuti con le volanti dopo la sua segnalazione.

Una chiamata al 112, quella dell’uomo, comunque tardiva: era già sceso dal mezzo ed era passato un po’ di tempo dal fatto, quindi era impossibile almeno nell’immediatezza riuscire a risalire ai banditi. Persone che lui sicuramente conosce, ma che – nella confusione del momento, con il comprensibile stato di agitazione – non è evidentemente riuscito a descrivere nel migliore dei modi.

Cosa sappiamo

Tutto avviene in centro. La vittima si ritrova con il gruppo di persone, poi sale in macchina. Non è chiaro se venga forzato a farlo, forse no. In ogni caso, quando lui viene rapinato della valigetta, è già a bordo. Non è nemmeno chiaro come mai avesse tutti quei soldi: li doveva dare a loro, che quindi erano in credito con lui, o doveva essere accompagnato da qualcun altro per consegnarli? Parliamo di una somma ingente, di un debito sicuramente non di poco conto, che potrebbe far pensare a traffici illeciti. Dal diretto interessato, in ogni caso, al momento c’è stato solo un racconto confuso, ma comunque plausibile. Le sue condizioni di salute sono buone: subito dopo la rapina non avrebbe infatti ritenuto necessario allertare il 118 e non si sarebbe quindi fatto refertare in ospedale.

Le indagini

Dopo la chiamata al 112, domenica 11 ottobre, per parlare con la vittima sono intervenuti i poliziotti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca. Gli approfondimenti investigativi, dopo le prime parole rese dalla vittima, saranno effettuati dai colleghi della Squadra mobile, guidati dal vicequestore Riccardo Signorelli.

Come mai l’uomo viaggiava con una somma così ingente nella valigetta? A chi li doveva dare e perché? E chi erano coloro che – come lui sostiene – lo avrebbero rapinato? L’inchiesta è ora in mano agli agenti di via Fiume, che anche attraverso la presenza di eventuali telecamere nei luoghi indicati dall’uomo dovranno cercare di risolvere questo mistero. Restano, in ogni caso, almeno le sue parole: bisognerà comprendere se dal racconto, nelle fasi iniziali dell’inchiesta molto confuso, si possa risalire all’identità dei banditi, che lui potrebbe ovviamente conoscere.

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